Area di crisi, le imprese presentano i progetti

16 Settembre 2016

Da ieri e fino al 14 ottobre si possono depositare a Invitalia e alla Regione le manifestazioni di interesse su cui verranno costruiti i bandi per i finanziamenti

TERAMO. Area di crisi complessa Vibrata-Tronto: si entra nel vivo. Da ieri le aziende possono inviare la manifestazione di interesse ad investire nell’area di crisi. Ieri mattina, nel consorzio industriale di Ascoli Piceno, è stato segnato un altro passo avanti nel processo di rilancio delle attività produttive del comprensorio: Invitalia, la società operativa del Mise, ha infatti lanciato ufficialmente la "call" per la raccolta delle manifestazioni di interesse delle aziende. Invitalia ha pubblicato il bando nella sezione dedicata sul suo sito.

Chi fosse interessato a presentare progetti – possono farlo sia gli imprenditori già presenti nell’area di crisi ma anche imprese, italiane o straniere, che vogliono investire nella zona – ha tempo fino al 14 ottobre. Si tratta di una manifestazione di interesse che serve ad Invitalia e soprattutto al ministero e alle due Regioni a tastare il polso del territorio, a verificare le esigenze delle imprese, a quantificare il volume degli investimenti e, quindi, a misurare l’entità delle risorse necessarie e la gamma degli strumenti agevolativi da attivare. La manifestazione d’interesse non è una graduatoria e non è vincolante.

Ovviamente devono risultare coerenti con gli obiettivi del piano di rilancio dell’area: possono riguardare programmi di investimento produttivo e tutela ambientale, progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Alle misure per rilanciare gli investimenti si sommano quelle per sostenere lavoro e occupazione annunciate qualche giorno fa dal ministro al Lavoro, Giuliano Poletti: uno stanziamento di 370 milioni di euro in buona parte dedicato ai lavoratori e ai disoccupati residenti nelle aree di crisi, come il prolungamento di un anno della cassa integrazione.

Per le imprese sono previste una serie di agevolazioni fiscali e contributive, che saranno curate direttamente da Invitalia per gli investimenti superiori a un milione e mezzo di euro. «Parallelamente», ha spiegato l'assessore regionale Dino Pepe, intervenuto alla riunione insieme alla collega marchigiana Anna Casini e al delegato della Provincia al tavolo di coordinamento nazionale dell’area di crisi, Christian Corsi, «la Regione attiverà un bando riservato alle aziende più piccole, con investimenti fino a 200mila euro, per le quali sarà messo a disposizione un plafond di 5 milioni di euro di fondi Fesr. Siamo convinti che questa sinergia porterà positive ricadute per i territori interessati, che in passato sono stati tra i più vivaci del panorama industriale italiano, ma che sono stati penalizzati fortemente dalla crisi, che solo in Val Vibrata ha cancellato 9mila posti di lavoro».

Le manifestazioni di interesse, sia quelle che prevedono investimenti da un milione e mezzo di euro e oltre di competenza di Invitalia, sia quelle di importi più ridotti di competenza della Regione, serviranno a orientare, spiega Pepe, nella redazione dei bandi che saranno emanati entro febbraio. I fondi che affluiranno nell’area di crisi ovviamente dipenderanno anche dall’entità dei progetti presentati, che il ministero può arrivare a finanziare fino al 75% dell’importo. Inoltre, fra notare sempre l’assessore vibratiano, ci saranno altre ricadute positive sul sociale con il Fse, con cui sarà finanziata ad esempio la formazione e nell’agricoltura con il Psr.

«Il serrato lavoro dell’ultimo anno per far partire l’area di crisi comincia ad essere concretamente tangibile», ha dichiarato il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino , «adesso, la parte più significativa devono giocarla le imprese, gli istituti di credito, le associazioni di categoria: un gioco di squadra nel quale dobbiamo sentirci tutti coinvolti in una competizione positiva e propositiva con gli amici marchigiani, nostri compagni di viaggio».

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