Area di crisi, tante domande per i fondi

7 Gennaio 2018

Dalla Vibrata 161 richieste per il bando regionale e 13 per quello nazionale. Pepe: risultato ottimo, presto gli ammessi

VAL VIBRATA. C’è voglia di ricominciare, ci sono le energie per rialzarsi. Sono state veramente tante le domande presentate per accedere ai finanziamenti dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto: dai 13 comuni interessati (Ancarano, Civitella, Sant'Egidio, Valle Castellana, Alba Adriatica, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Nereto, Sant'Omero, Torano Nuovo, Tortoreto e Martinsicuro)sono infatti arrivate 161 domande per il bando regionale e 13 per il bando nazionale
«La prima fase delle attività per l’area di crisi complessa della Vibrata si è conclusa nel mese di dicembre con risultati molto importanti e incoraggianti», esordisce l'assessore regionale Dino Pepe comunicando i dati relativi ai due bandi pubblicati nei mesi scorsi. Erano stati indetti due avvisi, uno della Regione, con risorse del Por Fesr 2014-2020, per un ammontare di 5 milioni di euro iniziali, (con possibilità di ampliamento fino a 7) e uno da parte della società strumentale Invitalia per conto del ministero dello Sviluppo Economico per 15 milioni .
Il bando regionale prevedeva aiuti in sovvenzione con il cosiddetto regime di “de minimis” per cofinanziare progetti di innovazione di processo e di prodotto con investimenti da un minimo di 50mila euro fino a 400mila e oltre con un contributo a fondo perduto del 50% dell’investimento proposto fino ad un massimo di 200mila euro. «Il bando», spiega Pepe, «si è chiuso il 7 dicembre 2017 ed ha fatto registrare ben 161 domande che sono un autentico exploit anche rispetto all’altro bando per le aree di crisi semplice dove si erano registrate 418 domande ma i comuni interessati erano 181 rispetto ai 13 dell’area di crisi complessa». A giorni si avvieranno le attività di valutazione e si prevede di ultimarle entro febbraio.
Il bando nazionale gestito da Invitalia prevede invece le azioni della legge 181/89 e cioè investimenti per acquisto o realizzazione di stabilimenti industriali o per l’acquisto di macchinari, con un investimento minimo di un milione e mezzo di euro ed un contributo a fondo perduto variabile dal 10 al 30% a seconda della dimensione dell’impresa. Inoltre questo avviso prevedeva anche la concessione di un finanziamento agevolato del 50% dell’investimento, finanziamento da restituire in 10 anni a tasso molto conveniente. «Le domande pervenute sono 13», precisa l'assessore, «sviluppano un investimento di circa 50 milioni di euro e la richiesta di aiuti tra finanziamento agevolato e fondo perduto per circa 28 milioni, ossia molto oltre i 15 milioni disponibili». Invitalia ha già avviato le operazioni di valutazione e a breve arriverà a definire la prima griglia degli ammessi a cui seguirà la valutazione dei progetti che dovrebbe concludersi per la primavera.
Sarà una boccata di ossigeno per un'area in cui, dal 2008 al 2015, sono stati persi 5.845 posti di lavoro, con 503 imprese interessate da procedure concorsuali e 178 fallite. Da anni si parla di area di crisi complessa, richiesta a gran voce dal territorio teramano – sindacati e associazioni datoriali comprese – ma mai attuata. Nel 2015 la svolta: la Provincia di Teramo ha ricostituito l'Osservatorio per lo sviluppo con associazioni datoriali, sindacati, istituzioni, università. Se ne tornò a parlare, le Regioni Marche e Abruzzo e le Province di Teramo e Ascoli incontrarono l'allora viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti per discutere del protocollo d'intesa Vibrata-Tronto.
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