Area industriale, c’è uno spiraglio Arriva un nuovo investimento

30 Gennaio 2022

L’imprenditore Mazzocchitti sfida la crisi aprendo uno stabilimento di cinquemila metri quadrati «Penso positivo e punto sul commercio online». Segnale di rilancio per la zona di Piane Sant’Andrea 

ATRI . In un’economia malata, tra pandemia, aumento dei prezzi, manodopera e materie prime scarse, c’è chi non arretra, ma anzi raddoppia e per di più investe in una zona industriale in declino come quella di Piane Sant’Andrea ad Atri. È la scommessa dell’imprenditore atriano Dino Mazzocchitti, titolare della “Mditaly Audiovideoaccessories” che opera da anni nel settore della tecnologia e dispone di tremila metri di stabilimento. A questo aggiunge un capannone di cinquemila metri quadri.
La nuova struttura mira a rilanciare l’area industriale che negli ultimi anni ha visto un decadimento manutentivo e di presenze aziendali. «La nostra è una realtà unica nel campo delle tecnologie per lo spettacolo e degli accessori professionali audio/video», racconta l’imprenditore, «dal 1989 pianifichiamo, progettiamo, produciamo e assembliamo nella nostra fabbrica, avvalendoci delle più moderne tecnologie di taglio al laser e saldatura a controllo digitale, assicurando gli standard di qualità più elevati possibili». L’investimento di Mazzocchitti ricade su un’area in sofferenza non solo per la crisi, ma anche per proprie condizioni infrastrutturali critiche. Il nuovo insediamento, dunque, può rappresentare una svolta rispetto alle tante carenze riscontrate dai titolari delle attività che ancora resistono a Piane Sant’Andrea. La mancanza di manutenzioni, in particolare, è stata ripetutamente additata dagli imprenditori della zona come una delle principali carenze con cui dover fare i conti. «Le strade della zona artigianale vanno sistemate, ci sono delle voragini a terra che forano anche le ruote dei camion», sono le problematiche più volte segnalate dagli operatori, «e l’illuminazione pubblica è ancora assente».
L’appello ripetuto alle istituzioni è a intervenire, supportando le aziende. Molti dei titolari delle attività che operavano nel nucleo industriale hanno gettato la spugna. Mazzocchitti, invece, ha deciso di rilanciare nonostante la crisi. «Penso positivo», teine a sottolineare, «insieme ai miei figli, che sono due ingegneri, cerchiamo di ampliare il parco clienti, guardando sempre più oltre confine e puntando sull’e-commerce». L’azienda può produrre oltre 1.700 diversi tipi di articoli. «Durante la prima pandemia», conclude l’imprenditore, «abbiamo partecipato alle mega commesse del ministero dell’Istruzione anche per la costruzione dei banchi a rotelle».
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