Area marina, il Tar sospende la nomina di presidente e cda

1 Dicembre 2020

Pineto, dopo il ricorso presentato dal Comune arriva la sospensiva dei giudici Udienza nel merito fissata a gennaio. Il sindaco Verrocchio: «Statuto violato» 

PINETO. Il Tar, dopo il ricorso del Comune di Pineto presentato nei giorni scorsi, sospende le recenti nomine del presidente Pietro Palozzo e del Cda all’area marina protetta e fissa per il 13 gennaio l’udienza nel merito. Nell’attesa, si legge nel decreto, «incarica nelle more della decisione collegiale Valter Varani, in qualità di consigliere anziano, della gestione ordinaria degli affari correnti del consorzio». Lo scontro e le contestazioni, dunque, finiscono davanti ai giudici. In una nota del Comune di Pineto si legge: « Dopo aver regolarmente verbalizzato che gli eleggibili alla carica di presidente del Cda dell’Amp dovevano essere individuati tra quelli designati dal Comune di Pineto (ovvero tra Fabiano Aretusi e Giuseppe Gentile), il neo Cda, nel corso del primo consiglio ha votato Pietro Palozzo, designato dalla Regione Abruzzo che ha il solo 15% delle quote. La nomina del presidente è regolamentata dall'articolo 19 dello statuto, oltre che dall’articolo 31 del Tuel e dall’articolo 11 della convenzione (che rimandano allo statuto il compito di disciplinare il funzionamento del consorzio). L’atto costitutivo dell’Amp ha contemplato, infatti, uno statuto votato e voluto da tutti gli enti con il quale si stabilisce che la presidenza del Cda sia in capo ai due comuni su cui ricade il parco, ovvero Pineto e Silvi in alternanza. Essendo stato il presidente uscente designato dal Comune di Silvi , stavolta questo incarico doveva essere affidato a una figura tra quelle designate da Pineto».
Secondo il Comune «anche il ministero dell’ambiente ha chiesto chiarimenti sulle recenti nomine richiamando alla puntuale osservanza dello statuto del Consorzio e della normativa vigente in materia». Il presidente dell'assemblea dell'Amp, nonché sindaco di Pineto, Robert Verrocchio commenta: «Abbiamo provveduto a depositare il ricorso al Tar perché riteniamo che questa violazione dello statuto stia mettendo a rischio la stabilità dell’area marina per il mero raggiungimento di una carica e di una poltrona. La nota del Ministero non fa che confermare l'obbligo di rispettare lo statuto e dimostra l'irresponsabilità dell'iniziativa di Palozzo che ha violato lo statuto approvato dagli enti consorziati e sta mettendo a rischio la gestione dell'area marina concessa al consorzio dal Ministero. Noi confidiamo nel Tar, quanto accaduto è un’ azione gravissima e senza precedenti nella storia dell’area marina». Così conclude: «Essendo fermamente convinto che la nomina di un presidente del Cda in spregio alle vigenti disposizioni dello statuto consortile sia lesiva, oltre che degli interessi del comune di Pineto, anche di quelli delle altre amministrazioni socie del Consorzio, ho invitato formalmente i legali rappresentanti degli enti, ognuno per quanto di propria competenza, ad agire per il ripristino della legalità, valutando ogni possibile azione che ponga fine a questa spiacevole e oltremodo incredibile vicenda.
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