Aree archeologiche chiuse, scatta l’allarme

22 Aprile 2024

Teramo Nostra chiede chiarimenti sui mosaici in via Sant’Antonio e sui siti inaccessibili ai visitatori

TERAMO. «L’ingente patrimonio archeologico ostaggio di lavori infiniti, più spesso bloccati e fermi da mesi e anni». È la denuncia lanciata da Teramo Nostra che scrive alla Soprintendenza e al Segretariato regionale per sbloccare i cantieri che rendono inaccessibili i siti. Piero Chiarini e Sandro Melarangelo, presidente e direttore artistico dell’associazione, pongono una serie di domande su interventi in corso che interessano resti archeologici scoperti durante i lavori. «Mercato coperto di piazza Verdi: quali reperti antichi sono stati rinvenuti durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio? Sono importanti? Che fine faranno?», chiedono, «mosaici di via Sant’Antonio: gli splendidi mosaici rinvenuti durante i lavori dei sottoservizi sono stati ricoperti, perché?».
Ulteriori quesiti si riferiscono a cantieri mai partiti o bloccati da tempo. «Chiesa di San Giuseppe: ci sarebbero fondi stanziati oltre quattro anni fa per la messa in sicurezza e il recupero dell’edificio religioso, ma non si è fatto nulla, perché? Le tele del Majewski sono state tolte e portate nel deposito del museo del santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso», affermano Chiarini e Melarangelo, «non si potevano lasciare a Teramo portandole nella Pinacoteca civica?». Nell’elenco c’è anche l’area archeologica di Madonna delle Grazie. «I lavori sono desolatamente fermi, la riconsegna era prevista per marzo 2023, che succede?», chiedono i rappresentanti di Teramo Nostra che citano anche le chiusure del sito di piazza Sant’Anna e del museo archeologico.