Arena 4 Palme in vendita Il Comune non fa offerte

Scaduto il bando delle Ferrovie, proprietarie dello storico impianto sportivo Il Pd accusa l’amministrazione: «Rischiamo di perdere questa struttura»
ROSETO. «Ci addolora, ma purtroppo non ci stupisce, venire a sapere che il Comune di Roseto non ha partecipato alla gara per l’acquisizione dell’Arena 4 Palme, il cui termine ultimo è scaduto in queste ore». A sottolinearlo è il capogruppo del Pd Teresa Ginoble, dopo aver appreso «da parte degli uffici comunali del non interesse dell’amministrazione ad acquisire un luogo importante per la vita della città e della cui identità storica tutti si sono sempre proclamati difensori».
Nel dicembre scorso le Ferrovie dello Stato, proprietarie dell’area dove sorge lo storico impianto sportivo, hanno pubblicato il bando per la vendita della struttura, gestito dalla società Ferservizi con sede a Bari che si occupa appunto della dismissione degli immobili di proprietà delle Ferrovie. Un’operazione non comunicata al Comune che ne era quindi all’oscuro, apprendendola solo dopo l’uscita di un nostro articolo sull’argomento. «La superficie complessiva del lotto», si legge nel bando, «tra coperto e scoperto, è di 3.300 mq circa e comprende: impianto sportivo, edificio a bar-ristorante (143 mq), due campi da gioco e area pertinenziale. Il complesso è stato realizzato nel 1950 e ristrutturato nel 2004».
Il prezzo di vendita è di 589mila euro e la scadenza del bando era stata fissata al 10 febbraio, appena due giorni fa. Alla gara hanno potuto partecipare tutti gli imprenditori interessati, visto che l’impianto si trova incastonato nel cuore di Roseto, proprio di fronte la villa comunale, con ingresso da via Nazionale Adriatica, quindi una zona decisamente appetibile. «Ora attendiamo di sapere», incalza Teresa Ginoble, «se veramente Pavone ha deciso di non partecipare e se siano arrivate delle altre offerte per quello che è uno dei luoghi storici dell’identità della nostra città e di cui gli amministratori comunali si erano sempre detti difensori. Non ci resta, infatti, che sperare che nessuno abbia partecipato». Al momento la destinazione dell’area sul Prg è a verde pubblico, ma basterebbe una semplice variante per cambiare le carte in tavola.
«Il bando poteva e doveva essere evitato», ha aggiunto il segretario del Pd rosetano Simone Tacchetti, «attraverso trattative ben istruite e gestite affinché una struttura così importante non rischiasse di essere persa ma venisse assicurata alla collettività e inserita in un ampio progetto, sportivo, culturale, aggregativo, turistico, di vita comunitaria».
Federico Centola
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