Arresti nel Casertano, primi interrogatori

I tre teramani rinchiusi a Castrogno da lunedì davanti al giudice: sono tutti indagati per spaccio
TERAMO. Inizieranno lunedì per rogatoria gli interrogatori di garanzia dei due teramani e del tunisino residente nel capoluogo arrestati nell’ambito della maxi operazione antidroga di Castel Volturno e accusati di spaccio.
Si tratta di un uomo di 62 anni già agli arresti domiciliari e di recente indagato perché accusato di aver fatto entrare nel carcere di Castrogno un telefono cellulare per il figlio all’epoca recluso, di una donna di 42 anni e di un tunisino di 37. Le indagini degli investigatori hanno confermato che nella zona il mercato dello spaccio resta nelle mani dei nigeriani con gli italiani che andavano ad acquistare la droga per poi rivenderla nei loro territori di residenza come Teramo, Salerno, altri comuni del Casertano e San Felice al Circeo (Latina).
Dalle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sono emersi anche contatti tra gli indagati africani in Italia e trafficanti di droga attivi nel Malawi e con una sorta di santone residente in Nigeria che veniva chiamato per effettuare riti “voodoo” propiziatori e di buon augurio per i business illeciti.
I carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno accertato almeno 400 episodi di cessione di droga, ma non è emerso che i tredici indagati fossero riuniti in un gruppo organizzato e per questo non è contestata l’associazione, ma il reato di detenzione ai fini di spaccio. Secondo la versione fornita dai carabinieri i pusher africani, oltre alla droga, fornivano agli acquirenti anche il materiale per consumarla sul posto.(d.p.)

