Arriva Calvaresi: «Affrontare subito l’arretrato civile»

Tribunale, ieri l’ insediamento del nuovo presidente Il magistrato: «Questo è un territorio che conosco e amo»
TERAMO. Nel ricordo di un presidente indimenticato come Alessandro Iacoboni fino all’ultimo nelle aule di giustizia nonostante la malattia e nell’attualità di uno dei momenti sicuramente più difficili per la magistratura italiana alle prese con il caso Palamara: così la cronaca a scandire la cerimonia di insediamento (tecnicamente l’immissione in possesso) del nuovo presidente del tribunale teramano Carlo Calvaresi.
Proveniente da Ascoli come presidente di sezione dopo essere stato per lungo tempo gip, Calvaresi è stato per anni pretore a Nereto e nelle sue parole il ricordo di uno storico presidente del palazzo di giustizia teramano quale Massimo Cecchini. «Mia madre è nata in Val Vibrata e io mi sono laureato all’università di Teramo», ha detto Calvaresi, «questo è un territorio che conosco e che amo profondamente». Tra saluti (quelli delle tante autorità presenti e del presidente dell’ordine degli avvocati Antonio Lessiani), auspici ed impegni Calvaresi, magistrato di preparazione ed esperienza, sa che si troverà ad affrontare una situazione sicuramente non facile soprattutto per la carenza di personale amministrativo. Sarà chiamato, come del resto i predecessori, a far di necessità virtù, supplendo con l’organizzazione e il gioco di squadra alle carenze di organico e mezzi. «L’esperienza mi ha insegnato la cooperazione e l’attenzione alle esigenze del personale», ha detto, «bisognerà trovare la giusta quadra per integrare gli organici». A cominciare dai tanti pensionamenti, soprattutto tra i cancellieri, non sostituiti da nuovi ingressi. Due le questioni citate: l’arretrato civile e la mediazione. «Mi sembra», ha detto Calvaresi riferendosi a quest’ultimo punto, «che lo strumento della mediazione non funzioni, almeno questo è quello che mi dicono i numeri .Insieme faremo di tutto per superare questo momento di crisi». Calvaresi, da 35 anni in magistratura di cui 30 trascorsi negli uffici giudiziari di Ascoli e San Benedetto Del Tronto, proviene da un tribunale, quello piceno, che secondo una recente classifica del “Sole 24 ore” negli ultimi tempi è diventato uno dei migliori d’Italia per rapidità nella risposta giudiziaria.In questi 15 mesi di “vacatio” trascorsi dalla morte di Iacoboni, il palazzo di giustizia teramano è stato guidato dal presidente di sezione Angela Di Girolamo (che ieri ha presieduto la corte per l’immissione in possesso con i giudici Giuseppe Marcheggiani e Giovanni Cirillo) a cui sono andati i ringraziamenti, per il lavoro svolto, dal presidente della corte d’appello Fabrizia Francabandera che ha detto: «Da un momento all’altro si è trovata ad affrontare una situazione sicuramente difficile e c’è riuscita egregiamente» . Ma in un momento storico come questo per la magistratura italiana le parole risuonate nell’aula di corte d’assise non potevano non toccare, soprattutto dopo il recente richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il tema della credibilità dei magistrati. Ha toccato il tema il procuratore Antonio Guerriero che ha detto: «Dobbiamo tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura per tutelare la credibilità che mai come in questo momento è messa in discussione. La credibilità è una condizione fondamentale per l’autorevolezza». Non si è sottratta all’attualità il presidente Francabandera: « In 30 anni che faccio il giudice un momento come questo non lo avevo mai vissuto. Dobbiamo sempre ricordarci che il posto che si occupa non è potere, non è privilegio».
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