Arriva il corso di laurea di economia in inglese

2 Marzo 2017

Gestito con “La Sapienza” di Roma, parte dal prossimo anno accademico

TERAMO. Un’offerta formativa sempre più ricca, quella dell’università di Teramo. Dopo il Dams, la novità ora è il corso di laurea magistrale in economia, interateneo, con La Sapienza di Roma.

Un corso che inizierà il prossimo anno accademico e che sarà gestito da entrambi gli atenei, anche se la sede amministrativa sarà a La Sapienza. La convenzione fra le due università è stata già firmata dal rettore Luciano D’Amico per Teramo e dal rettore Eugenio Gaudio per l’ateneo romano.

Il corso, di due anni, si terrà sia a Teramo che a Roma e sarà completamente in inglese. E’ questo un aspetto certamente non secondario in quanto soprattutto nel settore la conoscenza dell’inglese è imprescindibile e quindi darà un’importante competenza in più al laureato nel corso teramano.

Che non vuole entrare in competizione con gli altri di atenei abruzzesi. «Noi vogliamo rispettare le vocazioni degli atenei regionali e sicuramente in questo caso rispettiamo vocazione per l'alta formazione in ambito economico di Chieti-Pescara e dell'Aquila così come rivendichiamo per il nostro la vocazione in giurisprudenza», osserva il rettore Luciano D’Amico, «per offrire agli studenti che scelgono l'università di Teramo per laurearsi anche in ambito economico, abbiamo avviato da tempo un rapporto con altre università regionali che speriamo possa diventare in futuro fonte di ulteriori percorsi formativi condivisi. Questo anche per la condivisione di specifici obiettivi formativi e sempre cercando la complementarità in ambito regionale ed evitando doppioni. Ora in accordo con La Sapienza condividiamo un corso di laurea magistrale in "Economics and communication for managment e innovation". E’ l’unico in lingua inglese e offre il biennio conclusivo ai laureati della laurea triennale in economia che già viene erogata dall'ateneo». Anche il corso triennale di economia è interfacoltà, fra Scienze politiche e Scienze della comunicazione. Un corso che al terzo anno consente di scegliere fra l’indirizzo “Economico-gestionale” e l’indirizzo “Turismo e territorio”.

Insomma, quello teramano è un ateneo in continua evoluzione. A questo riguardo il rettore torna sullo spinoso argomento dei rapporti con la città. «L'università sta facendo di tutto per migliorare le strutture e l'accoglienza però dobbiamo colmare un gap che ci separa da sedi in cui università c'è da secoli. E’ una rincorsa a dotarsi di infrastrutture, sia direttamente universitarie che di accoglienza della città, in una lotta contro realtà che sono più consolidate dal punto di vista finanziario ed economico. Il maggiore impegno è giustificato dal fatto che il consolidamento dell'ateneo di riflette sulla città». Insomma, una risorsa – di questi tempi una delle poche – che non sempre viene valorizzata dalla città.

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