Arrivano cinque nuovi giudici: così i processi saranno più veloci

Si tratta di magistrati ordinari in tirocinio al loro primo incarico, saranno assegnati entro l’anno Il presidente dell’Ordine degli avvocati: «Prime risposte alla mobilitazione, noi vigileremo»
TERAMO. Il caso del tribunale teramano, con la sua carenza di giudici e amministrativi e con il suo pesante carico di arretrato, nei mesi scorsi ha mobilitato varie istituzioni dopo il grido d’allarme lanciato in più occasioni dall’Ordine degli avvocati con un pressing pressoché quotidiano. Anche se con lentezza, qualche risposta comincia a giungere. In arrivo, infatti, ci sono altri cinque giudici che prenderanno servizio nel mese di dicembre. Si tratta di Mot, ovvero i magistrati ordinari in tirocinio al loro primo incarico. I nuovi giudici andranno sia nel penale sia nel civile.
Dice Antonio Lessiani, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati: «Siamo soddisfatti del fatto che qualcosa cominci a muoversi. Ovviamente questo è solo l’inizio, non basta. Noi resteremo attenti e vigili, soprattutto sul fatto che l’emergenza del tribunale teramano continui a restare tale sui tavoli ministeriali». Nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. Numeri quelli dell’arretrato che, con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, indicano per Teramo una strada tutta in salita. E anche se lo smaltimento degli arretrati resta una delle emergenze del palazzo di giustizia teramano, qualche piccolo passo in avanti comincia ad esserci. I numeri contenuti nella relazione illustrata dalla presidente della Corte d’appello Fabrizia Francabandera nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dicono che nei primi sei mesi del 2022 c’è stato un lieve calo dell’arretrato. A cominciare dal settore della giustizia civile. E se il numero della riduzione dell’ultratriennale nel civile viene considerato ancora esiguo (si attesta al 7,9%), l’abbattimento dei procedimenti ultradecennali presenta ormai numeri ridotti: dai 195 pendenti l’anno scorso sono stati ridotti a 62. Con una pendenza finale che per il tribunale di Teramo è del 7,4%. Scrive ancora Francabandera nella relazione: «I dati sulle pendenze finali dei procedimenti civili contenziosi pendenti danno conto di una situazione in netto miglioramento» con Teramo che passa da 6.999 a 6.569. Un dato, in particolare ,sottolinea il presidente della Corte d’appello, riguarda l’aumento della produttività: «Il tribunale di Teramo ha conseguito un apprezzabile incremento di produttività (+6%) passando da 6.025 a 6.388 definizioni» Per la giustizia penale si segnala un aumento delle iscrizioni nel settore collegiale (da 110 a 132) e una lieve riduzione della definizioni (da 72 a 62) causata dalle scoperture di organico tra i magistrati. Oggi, intanto, in tribunale cerimonia per l’arrivo di due nuovi sostituti procuratori: si tratta di Elisabetta Labanti proveniente dalla Procura di Avezzano e di Monia Di Marco proveniente dalla Procura di Milano.
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