Arrivano i soldi per chiudere La Torre

6 Novembre 2018

Discarica crollata, la Regione stanzia 2,6 milioni. D’Alberto: «Finalmente accolte le istanze di residenti e amministrazione»

TERAMO. Sono passati 12 anni dal crollo dei rifiuti da cui sono scaturite l’emergenza ambientale e una serie di inchieste a carico di amministratori comunali e tecnici. Per la messa in sicurezza e la bonifica definitiva dell’ex discarica La Torre è arrivato, però, il momento della svolta. A sancirlo è la comunicazione con cui la Regione annuncia lo stanziamento di 2,6 milioni di euro assegnato al Comune per gli interventi necessari alla chiusura dell’impianto. I fondi rientrano tra quelli messi a disposizione tramite il Masterplan e serviranno a dare quella risposta, sollecitata più volte anche di recente dall’amministrazione cittadina, e attesa da anni dal comitato dei residenti della contrada in cui si trova l’ex discarica. Nel documento che accompagna e motiva l’assegnazione del contributo la Regione riconosce la situazione problematica creata dall’impianto.
La zona è indicata come «caratterizzata da rilevanti e gravi criticità ambientali, dovute a gravi dissesti idrogeologici, da criticità nelle matrici ambientali (ad esempio contaminazioni, emissioni e altro) e dalla necessità della messa in sicurezza definitiva e bonifica degli stessi, che quindi richiedono interventi urgenti e non differibili». Sono stati accolti gli appelli lanciati nei mesi scorsi dal sindaco Gianguido D’Alberto e dall’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura tesi proprio a reperire le risorse necessarie per risanare l’area di stoccaggio dei rifiuti. Per il 27 novembre, dunque, è stata convocata in Comune la conferenza dei servizi che avvierà la procedura per l’impiego del finanziamento concesso e la realizzazione dell’intervento per la chiusura dell’ex discarica. «Finalmente si delinea la soluzione attesa da anni per l’impianto», afferma il sindaco, «il provvedimento rende ragione delle richieste dei residenti, delle attese dei cittadini e della volontà della stessa amministrazione, che in tal modo potrà colmare una lacuna e cominciare a risanare un sito particolarmente compromesso, in termini ambientali». D’Alberto fa notare anche che «lo smaltimento del percolato, negli anni passasti, ha pesato gravemente sulle casse comunali, anche a causa di una gestione scellerata determinata dall’affidamento diretto da parte della precedente amministrazione». La bonifica dell’area, dunque, consentirà all’amministrazione di risparmiare circa 600mila euro annui destinati al prelievo dei liquami prodotti dai rifiuti ancora ammucchiati all’interno dell’invaso dove precedenti lavori di messa in sicurezza non hanno prodotto l’effetto atteso. «Fin dall’inizio ci siamo attivati e abbiamo sollecitato la Regione perché era necessario trovare la soluzione per questo che era assolutamente un problema da risolvere», fa sapere Di Bonaventura, «le minori spese conseguenti alla bonifica dell’ex discarica ci permetteranno di ridurre l’esborso complessivo per la gestione dei rifiuti». (g.d.m.)
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