Arrosticini per le guardie del Papa
La macelleria Fasciocco ne servirà 5mila alla festa in gendarmeria
TERAMO. Gli arrosticini teramani anche quest’anno saranno il piatto forte della festa delle guardie svizzere. A portarli in Vaticano oggi, come già a luglio del 2016, sarà la famiglia Fasciocco, storica dinastia di macellai di Guardia Vomano, che esporta in tutto il mondo la tradizionale pietanza a base di carne di castrato.
A guidare lo staff che, in mattinata varcherà la soglia della Santa Sede, a bordo di un furgone e di un’auto con rimorchio, sarà Ercole Fasciocco insieme ad altre sette persone tra parenti e collaboratori. Nel piazzale interno sul quale affacciano le finestre dell’appartamento privato di Papa Francesco la squadra teramana allestirà i tavoli e installerà le classiche canaline per la cottura degli arrosticini sulla brace.
«Si tratterà un vero e proprio ricevimento serale», spiega Ercole, «al quale parteciperanno circa 400 invitati: 130 guardie svizzere, i loro familiari e altri ospiti tra cui alcuni cardinali». Per motivi di riservatezza Fasciocco non è autorizzato a rivelare i nomi di alte autorità ecclesiastiche presenti né i motivi della festa. L’unico particolare non coperto dal segreto è che inizialmente la cena era stata programmata in occasione della ricorrenza per i santi Pietro e Paolo, ma è stata rinviata a oggi per ragioni di sicurezza e opportunità.
Non ci sono dubbi, invece, sui numeri. Saranno serviti circa 5.000 arrosticini che arriveranno in tavola accompagnati da 40 chili di pane casereccio condinto con olio e ventricina. Alla birra, belga e svizzera, le guardie pontificie provvederanno in autonomia. (g.d.m.)
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