Asili nido, allarme privatizzazioni
D’Alberto (Pd): il sindaco getti la maschera. Romanelli: solo ipotesi
TERAMO. Il futuro degli asili nidi accende il botta e risposta tra opposizione e giunta comunale. A lanciare l'allarme sul il rischio di altre privatizzazioni dopo quella che ha coinvolto il Micronido è il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto. Il rappresentante dell'opposizione invita il sindaco Maurizio Brucchi a «gettare la maschera» e fare chiarezza sui piani dell'amministrazione per i servizi scolastici riservati alla prima infanzia.
«La giunta, infatti, dopo essersi fatta approvare dalla sua maggioranza, con la famigerata delibera del 31 marzo 2015, una delega in bianco sul tema», spiega, «si appresta a preparare la privatizzazione senza far conoscere i tempi, le modalità, i criteri e i numeri di questo percorso che, senza le dovute garanzie, finirà per peggiorare la qualità delle prestazioni e incrementare le tariffe per le famiglie». Nel mirino ci sarebbero almeno due asili nido tra cui quello di San Nicolò, dove la "minaccia" svelata da D'Alberto ha indotto i genitori degli alunni ad annunciare una raccolta di firme contro i programmi dell'amministrazione.
L'allarme lanciato dal capogruppo del Pd scatena anche la reazione dell'assessore all'istruzione pubblica Piero Romanelli. «E' una pura falsità», afferma, «non esiste alcun atto ufficiale che indica la chiusura e la privatizzazione dell'asilo nido a San Nicolò o in altre zone». L'assessore sfida i democratici a un confronto pubblico sull’argomento e spiega che la giunta si sta preoccupando della riorganizzazione dei servizi educativi alla prima infanzia ma non ha adottato alcun provvedimento. «Presto dovremo sostituire oltre 20 educatrici, servirebbero risorse enormi che non abbiamo», spiega, «per questo nasce l'esigenza della privatizzazione ma non c'è nulla di definitivo». (g.d.m.)
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