Asili nido dati a privati Il Comune ha due opzioni

Affidare subito una o due strutture o rimandare il cambiamento al 2017 grazie ai fondi regionali con cui sarebbero assunte le 20 insegnanti necessarie
TERAMO. II futuro degli asili nido passa al vaglio della maggioranza. L'assessore comunale all'istruzione pubblica Piero Romanelli ha illustrato, ieri pomeriggio, le prospettive disegnate dall'amministrazione del sindaco Maurizio Brucchi per la gestione dei servizi didattici riservati alla prima infanzia. Sul tavolo due proposte: l'esternalizzazione di uno o due asili, che dunque passerebbero sotto il controllo di privati, e il mantenimento anche per il prossimo anno scolastico dell'attuale assetto, con la gestione diretta da parte del Comune di cinque delle sei strutture in funzione e l'affidamento esterno del solo Micronido. Una decisione verrà presa probabilmente la prossima settimana, nel frattempo i consiglieri avranno la possibilità si riflettere su contenuti e numeri illustrati dall’assessore.
La scelta ruota attorno a una questione da risolvere più volte evidenziata nei mesi scorsi da Romanelli. «Abbiamo necessità di rimpiazzare e potenziare il personale impegnato nei nostri asili», osserva, «per continuare a garantire un servizio che è un'eccellenza di questa città». Da far lavorare ci sarebbero, calcoli alla mano, una ventina d'insegnanti ma pensare di assumerle tramite un concorso è irrealistico. «Nessun comune d'Italia se lo può permettere in queste condizioni», tiene a precisare l'assessore, «per cui bisogna individuare altre strade».
La riunione di ieri pomeriggio, dunque, è servita a presentare ai consiglieri di maggioranza le possibili alternative. Romanelli cita gli esempi dell'Emilia Romagna, regione pilota in Italia per i servizi educativi all'infanzia, e di altre città in cui è stata imboccata la via della privatizzazione. Non sarebbe un dramma, insomma, se questa scelta fosse adottata anche a Teramo. «Non cambierebbe nulla», osserva l'assessore, «uno o due asili andrebbero in gestione a cooperative altamente qualificate che fornirebbero il personale necessario». L'amministrazione, come avvenuto per il Micronido, manterrebbe una funzione di controllo e verrebbe garantito lo stesso livello dei servizi attualmente in funzione.
In alternativa, però, il Comune potrebbe lasciare la situazione così com'è per un altro anno, sfruttando i finanziamenti in arrivo dalla Regione. I fondi per le attività didattiche attesi per settembre saranno infatti assegnati in aprile e l'amministrazione deve decidere come impiegarli. «Potremmo spenderli subito per smaltire le liste di attesa dei bambini che non hanno ancora trovato posto negli asili», spiega l'assessore, «o congelarli e tenerli per il prossimo anno scolastico». Il Comune, insomma, a settembre si ritroverebbe con risorse aggiuntive per pagare le insegnanti in più necessarie e rimandare le esternalizzazioni.
Nel frattempo, dovrebbe diventare operativa la legge che accorpa asili nido e scuole materne. «La norma è stata approvata ma mancano i decreti attuativi», chiarisce Romanelli, «per cui non sappiamo ancora come saranno riorganizzati i servizi». Lo slittamento di un anno, dunque, consentirebbe al Comune di avere maggiori certezze.
Gennaro Della Monica
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