Asili nido gratis alle famiglie in difficoltà

23 Aprile 2021

Fino a 8mila euro di reddito non si paga, oltre la tariffa è progressiva: è il primo Comune in Abruzzo a fare questa scelta

TERAMO. Asilo nido gratis per le famiglie con un Isee fino a ottomila euro, tariffa progressiva per quelle con Isee compreso fra gli ottomila e i cinquantamila euro. L'amministrazione comunale di Teramo rivoluziona il servizio dedicato alla prima infanzia e lo ridisegna, sul fronte economico e dell'accessibilità, secondo criteri che l'assessore all'istruzione Andrea Core definisce di «equità e giustizia sociale».
PRIMI IN REGIONE. Quello di Teramo è il primo Comune in Abruzzo ad adottare questo nuovo modello di tariffazione, e uno dei pochissimi in Italia. Una scelta «che non deriva da fattori esogeni, ma che è frutto di un chiaro e preciso indirizzo politico che si ispira a principi di equità e che vuole garantire uguali diritti a tutti sin dalla nascita», ha aggiunto Core, che ieri ha presentato alla stampa la novità insieme al sindaco Gianguido D'Alberto e alle rappresentanti di Teramo Children, l'associazione impegnata da diversi anni in attività culturali dedicate all'infanzia e che collabora proficuamente con l'amministrazione.
LE TARIFFE. Da settembre cambia tutto. Via le fasce di reddito, il calcolo per le rette sarà fatto su ogni singolo Isee e dunque ogni famiglia pagherà in base a quanto emerge dal suo indicatore economico. Una tariffa puntuale che supera il sistema degli scaglioni, ritenuto «una profonda ingiustizia perché mette sullo stesso piano situazioni molto differenti», ha aggiunto l'assessore. Andando sul pratico: chi ha un Isee di 19.999 euro pagherà una retta diversa da chi ha un Isee di 20.000: anche il centesimo, infatti, farà la differenza. Il tetto massimo fissato è di 50mila euro: superata questa cifra Isee, la retta resta stabile. L'altra grande novità è la gratuità del nido per le famiglie che hanno un Isee fino a ottomila euro: «Questo era un aspetto che ci stava a cuore e sul quale abbiamo lavorato con convinzione: oggi si risponde in modo concreto, sia sul fronte economico che sociale, alle famiglie con basso reddito».
NUOVA FILOSOFIA. Il passo dell'amministrazione si inserisce in una «visione diversa rispetto al passato e che muove da un concetto fondamentale: un servizio pubblico è tale se mette al centro i bambini, con le loro necessità e i loro diritti. E quello all'istruzione è un diritto che si acquisisce alla nascita e non al compimento dei sei anni. È per questo che stiamo sempre più concentrando sforzi e attenzione sulla fascia zero-sei anni», ha commentato il sindaco. Core ha aggiunto che appena le normative Covid lo consentiranno, i nidi teramani accoglieranno fino a 300 bambini «ponendo fine alle liste d'attesa che rendevano un po' elitario un servizio essenziale. In quest'ottica si inserisce anche la nuova modalità di gestione dei nidi: tutti e sei sono tornati sotto la gestione comunale e il modello misto che applicheremo non farà venir meno né il controllo né la qualità del servizio. La nostra posizione è netta: l'asilo non è assistenza alle famiglie, è un diritto che va garantito».
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