Asili nido, le assunzioni sono impossibili

Il Comune non può sostituire le 40 educatrici vicine alla pensione e dovrà dare ai privati un’altra struttura nel 2016
TERAMO. All’assenza dei fondi regionali che darebbero respiro allo scorrimento delle graduatorie, si sovrappone per gli asili nido comunali il problema delle educatrici anziane e dell’impossibilità di assumerne nuove. Una vera e propria emergenza che ha costretto ieri il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore all’istruzione Piero Romanelli a confrontarsi sul problema per individuare una via d’uscita che al momento sembra essere l’esternalizzazione, nel 2016, di un’altra struttura oltre al micronido, verosimilmente il nido di Piano Solare. L’entità del problema è tale, secondo Romanelli, da imporre quasi la chiusura dei nidi comunali a favore di una soluzione che prevede l’affidamento ai privati.
«Una strada che noi non vogliamo percorrere anche perché la volontà politica mia e del sindaco è di continuare a investire sui nidi», ha detto Romanelli, «privatizzarli significherebbe chiedere sacrifici alle famiglie e non allevierebbe il Comune dal dare un contributo per rendere l’affare appetibile al privato». Ma resta il fatto che le educatrici prossime al pensionamento sono una quarantina: sono quelle assunte dal Comune quando furono istituiti gli asili e che hanno alle spalle oltre trent’anni di servizio. «Molte», spiega Romanelli, «hanno acciacchi e limitazioni all’attività lavorativa e dunque le utilizziamo al 30-40% delle loro possibilità. In più le linee guida ci impongono un numero di sei bambini per ogni educatrice e non ci sentiamo, data l’età di sovraccaricarle». Nell’immediato il problema si pone per due educatrici di via Diaz: una potrà ottenere il pensionamento immediato, con un’altra sindaco e assessore hanno trovato l’intesa per rimanere ancora qualche anno.
È aperto un ragionamento sui concorsi futuri, ma il Comune ha le mani legate poiché i concorsi sono bloccati dal Governo che impone rigide percentuali sulla spesa annua del personale che non può superare la spesa dei due anni precedenti. Dunque i concorsi potranno aprirsi solo se cambieranno queste regole. «Tuttavia non possiamo aspettare le calende greche perché noi facciamo i conti con la criticità nell’immediato e abbiamo bisogno di far scorrere le liste d’attesa e dare risposte alle famiglie che chiedono di iscrivere i propri figli. Per questo non ci rimane che esternalizzare per il prossimo anno anche un’altra struttura. L’idea è quella di procedere con l’esternalizzazione di strutture piccole e di redistribuire le educatrici tra gli altri asili».
L’assessore non ufficializza quale sarà la seconda struttura che verrà esternalizzata, ma già in passato le indiscrezioni consegnavano a questa soluzione l’asilo di Piano Solare che peraltro è uno dei più piccoli. Romanelli garantisce infine sull’attenzione che il Comune riserverà in termini di qualità all’offerta del servizio. «Come in caso di apertura dei concorsi procederemo all’individuazione di personale laureato in pedagogia o scienze della formazione, anche per l’esternalizzazione del servizio alle cooperative non mancherà il nostro occhio vigile. Del resto anche il servizio di refezione scolastica è stato esternalizzato, ma a capo c’è sempre una coordinatrice comunale e la qualità non ne ha risentito».(m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

