Asili nido, scontro sulla gestione

Il Cittadino governante: la giunta fa propaganda. Albani: solo caccia alle streghe
GIULIANOVA. Duro attacco del Cittadino governante alla giunta comunale in ordine agli asili nido e alla loro gestione. Per il gruppo di opposizione l’amministrazione farebbe solo propaganda. Cita il caso, ad esempio, dell’inaugurazione di “Le Coccinelle”, ma ricorda che nel frattempo i due asili nido giuliesi sono in mano ai privati.
«In consiglio comunale avevamo contestato tale scelta in quanto un Comune dovrebbe garantire la gestione pubblica di un servizio così delicato», sostiene il gruppo di minoranza, ricordando che gli asili a Giulianova, tra i primi in Abruzzo, esistono dagli anni ‘70. Il Cittadino governate preoccupato da quanto previsto nella delibera sulla prospettiva di «ridurre i costi diretti a carico del Comune, stante l’oggettiva contrazione della capacità di spesa corrente».
Il gruppo di opposizione si chiede se le economie di bilancio colpiranno la qualità del servizio o gli operatori del settore o entrambi. Il Cittadino governante fa notare che solo 60 posti su 100 sono stati attivati, mentre le domande avevano superato il numero massimo. «Bisogna investire su bambini e famiglie anziché esagerare con le spese per la ricreazione», conclude. Non si fa attendere la replica del vice sindaco Lidia Albani: «Le accuse contengono molte inesattezze e forzature demagogiche, facili da smontare. In verità, come più volte ripetuto, gli asili sono stati appaltati alla cooperativa 3M di Montorio e il nido Arcobaleno ha una gestione integrata, in quanto conserva una classe comunale. Negli ultimi dieci anni sono venuti meno diversi contratti con personale che non è stato rimpiazzato. In tutto questo tempo le opposizioni, compreso il Cittadino governante, hanno avallato tale politica. Sulla scorta di quanto accaduto in passato, avevano due strade: limitare la gestione a dieci utenti o ricorrere ai privati per rendere fruibili i posti a disposizione».
Albani sottolinea che gli asili a Giulianova continuano a essere apprezzati sia per il contenimento delle rette che per la vigilanza che l’amministrazione esercita sulla loro gestione. Secondo il vice sindaco, senza l’appalto esterno l’offerta di posti sarebbe stata molto limitata. «La caccia alle streghe», conclude Albani, «non porta a nulla ed è uno sport ormai praticato da pochi». (al. al.)

