Asili nido, un’eccellenza da difendere

30 Giugno 2014

Indagine rivela che a Teramo si paga meno della media nazionale (255 euro a 309) e le liste di attesa sono più corte

TERAMO. C’è un impegno preciso che a giunta Brucchi bis, e in particolare il confermato assessore all’istruzione Piero Romanelli, dichiara di voler assumere per garantire continuità e livelli di eccellenza per gli asili nido teramani: quello di assicurarsi che il nuovo governo regionale abbia le stesse sensibilità del passato nello stanziamento dei fondi che hanno garantito finora una copertura ampia della domanda e livelli educativi competitivi grazie all’ingresso di nuove educatrici. A rivelare gli standard molto alti dei nidi teramani in relazione ad altre realtà italiane è un’indagine di “Cittadinanzattiva”, secondo cui un figlio all’asilo nido comunale costa mediamente in Italia 309 euro al mese. I più costosi sono al Nord con 380 euro mensili, seguiti dal Centro con 322 euro e dal Sud con 219 euro. A Teramo i prezzi variano in relazione al reddito Isee, ma di sicuro sono molto più bassi della media se si considera che per una fascia oraria che va dalle 7,30 alle 14,30 il prezzo va dai 110 euro (per un reddito familiare sotto i 10.600 euro ) fino ai 272 (per un reddito incluso tra i 20mila e i 35 mila euro). Il prezzo sale a 320 euro, il linea con le regioni di Centro, solo per reddito superiori ai 35mila euro. Per una fascia oraria estesa dalle 7,30 alle 18,30 il prezzo va dai 154 euro per il reddito minimo, fino ai 400 euro per nuclei con reddito oltre i 35mila euro. La media matematica tra la tariffa più bassa e la più alta è di 255 euro.

Diverse le agevolazioni che il Comune ha introdotto. Il secondo figlio ad esempio paga il 50% della retta, mentre esenzione totale è prevista per il terzo figlio. Il nido è totalmente gratuito per bimbi con problemi di disabilità o seguiti dai servizi sociali. Esentati anche i nuclei familiari che hanno almeno tre figli e un reddito che non supera i 18mila euro all’anno. A Teramo si contano 48 esenzioni totali. Gli standard superando di gran lunga la media italiana anche per le liste d’attesa, visto che secondo l’indagine un bambino su tre in Italia resta fuori dagli asili nido comunali. A Teramo su 364 domande ricevute per i sei asili nido comunali sono rimasti fuori 55 bambini, circa 2 su 10. In tema di refezione, secondo Romanelli, Teramo non ha nulla da invidiare nei confronti di realtà più all’avanguardia. «Serviamo 22 mense scolastiche tra nidi e scuole per l’infanzia più una scuola elementare a Piano della Lenta», spiega l’assessore, «per un totale di 1.600 pasti al giorno. Si tratta di pasti somministrati dopo controlli qualitativi rigorosissimi e che il Comune fa pagare alle famiglie 3,60 a buono pasto. Al Comune invece ogni pasto costa 4,41 euro incluso lo spuntino. Finora siamo riusciti a garantire standard elevati grazie anche alla sinergia con la Regione nella persona dell’ex assessore Paolo Gatti», conclude Romanelli, «ma i nidi non sono né di destra, né di sinistra, mi auguro che il nuovo assetto politico ci riservi la stessa attenzione e sensibilità del passato».

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA