Asl, 130 assunzioni dal 1° settembre

Sono infermieri e operatori socio-sanitari. Fagnano: «In tre anni abbiamo creato 854 posti di lavoro, di cui 535 fissi»
TERAMO. La Asl di Teramo si conferma la principale fucina di posti di lavoro in provincia di Teramo. Dal 1° settembre assumerà 130 persone a tempo indeterminato.
Si tratta di 92 infermieri e di 37 operatori socio sanitari. In quest’ultimo caso praticamente la Asl ha prosciugato la graduatoria del maxi concorso del marzo 2017, arrivando al 164° posto della graduatoria composta da 194 operatori.
«Con queste assunzioni in parte copriamo le gravi carenze di organico», spiega il direttore generale Roberto Fagnano, «ma è pur vero che anche le cessazioni sono tante, per cui se da una parte assumiamo, dall’altra abbiamo tanti che vanno in pensione. A complicare tutto è stata la normativa europea sui turni di lavoro». Una normativa che ormai da più di un anno limita molto l’orario di lavoro, acuendo la carenza di personale.
Per fortuna la Regione ha autorizzato un corposo piano di assunzioni, ormai da due anni a questa parte. Nel triennio 2015-2017 sono state assunte 854 persone alla Asl di Teramo, 535 a tempo indeterminato e 319 a tempo determinato. L’exploit c’è stato nel 2017 con 400 assunzioni a tempo indeterminato contro le 207 nel 2016 e 247 del 2015. A queste vanno sommate quelle avvenute nel 2018: l’informata più corposa ci sarà a settembre.
C’è da dire però, come afferma Fagnano, che è anche molto alto il numero dei pensionamenti: nel triennio preso in esame sono stati 479 (153 nel 2017, 181 nel 2016 e 148 nel 2015). Comunque, il risultato è che alla fine i dipendenti della Asl a tempo indeterminato sono 3.243 (dato aggiornato a fine giugno).
Oltre ai dipendenti a tempo indeterminato ci sono anche i medici convenzionati: 262 di assistenza primario, 40 pediatri di libera scelta, 92 di continuità assistenziale, 30 di emergenza sanitaria territoriale e uno di medicina dei servizi.
Ma è sul fronte dei medici che si rilevano le maggior criticità. «A questo punto la carenza è soprattutto nei medici. Soprattutto di alcune specialistiche non si trovano. Abbiamo fatto, ad esempio, un avviso pubblico per radiodiagnostica: hanno risposto solo in tre. I primi due hanno rifiutato, il terzo già lavora da noi. Lo stesso accade per gli anestesisti e per il pronto soccorso. Fa parte di un fenomeno nazionale per cui c’è carenza di medici. Adesso stanno aumentando un po’ i numeri nelle università e nelle scuole di specializzazione. Ma i benefici non si avranno subito: il numero maggiore di specializzati si avrà fra 5-6 anni almeno e poi vanno pure formati. Nel frattempo si crea un “buco”. Si deve considerare che nel frattempo, peraltro, chi ha esperienza e sarebbe adatto per formarli va in pensione», precisa Fagnano. In effetti appena quindici giorni fa è andato nei fatti deserto un avviso pubblico per il pronto soccorso, altra disciplina in cui c’è particolare carenza. E la carenza di anestesisti, peggiorata dalle normative europee che impongono limiti all’orario di lavoro ha nei fatti impedito la sana e civile pratica del parto senza dolore nella Asl, giusto per fare un esempio tutt’altro che secondario.
Non c’è affatto carenza, invece di professionalità in campo amministrativo. La Asl ha bandito un concorso per 11 posti di assistente amministrativo (categoria C. «Si prevede un altro maxi concorso», aggiunge il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, «infatti sono arrivate circa 2.400 domande, per cui dovremo fare anche in questo caso una preselezione, in autunno». A proposito di concorsi già banditi che saranno espletati in autunno spiccano quelli per tecnico di laboratorio e per fisioterapista per cui sono arrivate in totale circa mille domande.
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