Asl, arriva il traduttore in 116 lingue

Servizio di interpretariato telefonico per gli operatori sanitari grazie a una convenzione che costa solo 8mila euro
TERAMO. La globalizzazione non è un termine astratto per la Asl di Teramo. Infatti da qualche giorno è in funzione un nuovissimo servizio di interpretariato telefonico in 116 lingue, in grado da facilitare i rapporti con i tanti pazienti stranieri che si presentano nelle strutture sanitarie della provincia. Il servizio è attivo 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno.
La Asl ha stretto una convenzione con l’”Eurostreet” di Biella, che alla – modica – somma di 8mila euro garantirà alla Asl un servizio di traduzione anche da lingue sconosciute ai più come il kotoko, il Litagalog, il kinyarwanda o il Bambara, solo per citarne alcune. «In un'ottica di sperimentazione di percorsi innovativi per migliorare la qualità dei propri servizi sanitari, l'helpvoice», spiega una nota della Asl, «consentirà a tutto il personale sanitario, semplicemente componendo un numero verde, di avere a disposizione, nel tempo massimo di 2 minuti, un interprete che - simultaneamente, in viva voce - tradurrà la conversazione con il paziente straniero. Un servizio, questo, utile soprattutto nei pronto soccorso dove, nella concitazione dell'urgenza, è indispensabile la possibilità di effettuare un triage multilingue che garantisca diagnosi e cure appropriate». Il servizio è attivo non solo negli ospedali, ma anche nei dipartimenti di prevenzione e salute mentale, nel coordinamento Asl, nella Medicina legale e nella Medicina Penitenziaria.
La Asl di Teramo con i suoi oltre 900 posti letto, circa 135.000 passaggi l'anno nei pronto soccorso e una popolazione totale di 310.000 abitanti, accoglie un'utenza straniera che si aggira intorno a 25.000 unità. Senza contare l'affluenza dei turisti stranieri che, nella sola provincia di Teramo è pari a circa 70.000 presenze l'anno. E con molti è difficile per medici e infermieri comunicare, sia per ricevere informazioni basilari per la diagnosi, sia per dare indicazioni sulle cure, ad esempio.
Oltre al servizio di interpretariato telefonico, la convenzione prevede anche 85 ore di mediazione culturale all’anno di persona, che sarà utilizzato per i casi più difficili e complessi.
«La società attuale richiede un cambiamento nei modi di lavorare e di relazionarsi con le persone» dichiara il direttore generale Roberto Fagnano , «mettere in condizione tutti nostri operatori di dialogare con i pazienti stranieri è un grande passo avanti verso una nuova cultura dei servizi alla persona che consente di produrre un alto grado di soddisfazione dell'utenza nei confronti della nostra sanità, a costi decisamente bassi». (a.f.)
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