Asl, l’assetto a quattro presìdi non cambia

30 Settembre 2018

Approvato l’atto aziendale. Neurochirurgia al Mazzini fino al 2020, nasce il dipartimento oncologico

TERAMO. È stato approvato venerdì dalla Regione l’atto aziendale della Asl, ovvero il documento che fissa l’assetto organizzativo dell’azienda sanitaria e stabilisce cosa devono fare i vari dirigenti. Quella di Teramo era l’unica Asl in Abruzzo a non aver ancora avuto l’ok definitivo.
Nell’atto è contenuta la riorganizzazione della rete ospedaliera in attuazione della delibera di giunta regionale 79 del 2017. I presìdi, in provincia di Teramo, restano quattro: ci sono tre ospedali di base (Sant’Omero, Giulianova e Atri) ognuno dei quali ha un numero limitato di strutture complesse e c’è il Mazzini di Teramo, di primo livello, dove vanno tutte le altre strutture complesse. «Per il Mazzini abbiamo ottenuto un risultato importante», dice il direttore amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia, «neurochirurgia ci è stata mantenuta fino al 2020, perché ci doveva essere tolta. E a Sant’Omero, Giulianova e Atri abbiamo creato delle peculiarità per renderli più attrattivi. Ad esempio ad Atri è stata messa l’endoscopia chirurgica, mentre a Giulianova ci sarà una struttura dipartimentale di oncologia che gestirà anche Sant’Omero».
E se si dovesse fare il nuovo ospedale a Teramo? «Se verrà realizzato», chiarisce Di Giosia, «non inficerà i tre ospedali di base, l’assetto resterà questo. A chi ogni tanto insorge gridando alla soppressione di questo, o alla penalizzazione dell’altro, dico: state tranquilli, qui non si chiude niente. Certo, è difficile mantenere quattro presìdi perché le risorse sono sempre meno, ma stiamo facendo tutti gli sforzi possibili. Ci scontriamo anche con il problema che i medici non vogliono andare negli ospedali piccoli, e che tanti avvisi emanati per queste strutture vanno deserti».
Dal punto di vista amministrativo-gestionale, le novità dell’atto aziendale sono la creazione di un dipartimento oncologico e la riduzione dei distretti sanitari da cinque a due. O meglio, ci saranno due distretti sanitari complessi con sedi a Teramo e Roseto: il distretto Gran Sasso, dell’entroterra e della Val Vomano, con due strutture semplici (Montorio e Teramo); e l’Adriatico, della costa e della Vibrata, che include tre strutture semplici (Nereto, Roseto e Atri). Di Giosia spiega: «Così ci sarà un’ottimizzazione dei servizi amministrativi e una migliore gestione delle risorse, a livello sanitario restiamo come prima».(d.v.)
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