Asl, un’altra raffica di posti

5 Aprile 2017

Dopo quelle dei 91 operatori socio-sanitari in arrivo 213 assunzioni entro l’anno

TERAMO. In arrivo un’altra infornata di assunzioni alla Asl di Teramo. Dopo quelle dei 91 operatori socio sanitari, che prenderanno servizio il 2 maggio in seguito al cosiddetto concorsone, entro il 2017 sono previste altre 213 assunzioni complessive per varie figure professionali. Già bandito il concorso per 40 infermieri – e si prevede un enorme numero di domande per partecipare – sono previste anche assunzioni per 41 medici, 24 collaboratori amministrativi, 20 operatori tecnici dell’area amministrativa, 15 autisti di ambulanza e altri posti. Tutti a tempo indeterminato e in un momento difficile come questo è una cosa piuttosto rara. Perché, come ha detto l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, intervenuto ieri a Teramo alla conferenza stampa sul piano assunzioni, «la prima buona notizia è che la Asl assume, la seconda buona notizia è che assume a tempo indeterminato». Meglio della Fiat, come aveva dichiarato qualche giorno fa il direttore gerenrale della Asl Roberto Fagnano, «e sono stato criticato per questa battuta», ha detto ieri, «ma tanti posti di lavoro, tutti insieme, è una cosa mai vista in Abruzzo, soprattutto se consideriamo che chiudere una procedura di concorso in Italia è difficilissimo».

E così, dopo anni di vacche magre, di pensionamenti non sostituiti se non ricorrendo a lavoro interinale e a tempo determinato, dopo il commissariamento della sanità abruzzese, rimasta a lungo nel girone delle regioni canaglia per la spesa fuori controllo, la Asl sta tornando a creare posti di lavoro stabili, confermandosi con in suoi 3400 dipendenti non solo la più grande azienda teramana, ma soprattutto il più grande serbatoio occupazionale della provincia. Tanto che «per la prima volta», ha osservato soddisfatto Paolucci, «il ministro della Sanità parlando delle regioni sotto soglia non ha citato l’Abruzzo». Dopo aver rimesso a posto i conti, dunque, si torna ad assumere, con numeri importanti, ma comunque non ancora sufficienti a riportare gli organici ai livelli previsti. «La Asl», ha ricordato Fagnano, «lamentava una carenza storica di personale Oss, infermieristico, tecnico sanitario, riabilitativo, medico e amministrativo, che ammontava a circa 540 unità».

Un gap che adesso si sta colmando, ma non del tutto. Restano alcune zone critiche, come quella del personale medico. Durante la conferenza stampa il responsabile del dipartimento del discipline mediche Umberto Del Rosso, rivolgendosi al direttore generale, ha affermato: «In questo momento la carenza maggiore è quella dei medici: se non si provvede entro l’estate, alcuni reparti saranno costretti a chiudere», specificando che nel dipartimento da lui diretto mancano all’appello 28 medici rispetto all’organico previsto dalla Regione prima dell’entrata in vigore del regolamento europeo sui turni di lavoro, che comporta l’immissione in ruolo di altro personale medico «Entro l’estate la vedo difficile», ha replicato Fagnano, confermando indirettamente che in questo settore ci potrebbero essere grossi problemi nell’immediato futuro.

Avere più personale, hanno sottolineato i vertici della Asl – c’erano, tra gli altri, anche il direttore sanitario Maria Mattucci e il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia – significa non solo migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti, ma soprattutto l’assistenza ai malati. «Vogliamo dare uno slancio», ha detto in proposito il direttore generale, «all’assistenza che viene offerta quotidianamente nei nostri reparti. Potremmo riassumere la nostra visione con l’espressione “più sorrisi in corsia”, dove con sorriso intendiamo non solo una maggiore serenità da parte del professionista, ma anche una più sentita attenzione al paziente in ogni gesto assistenziale quotidiano».

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