Assalto al bancomat con l’esplosivo

6 Marzo 2017

Colpo con il gas acetilene alla Tercas di Mosciano paese. Locali devastati dallo scoppio. Il bottino è di 50mila euro

MOSCIANO. La tregua è durata poco meno di quaranta giorni. Dopo gli ultimi due colpi di gennaio, nuovo assalto questa volta al bancomat Tercas di Mosciano paese.

Mai come in questo caso i numeri servono a spiegare lo spessore della banda criminale che la notte scorsa ha assaltato il bancomat devastando i locali e fuggendo con un bottino di circa 50mila euro a bordo di una macchina risultata rubata qualche ora prima a Roseto e abbandonata lungo la strada. Professionisti, probabilmente gli stessi degli altri cinque colpi contati da dicembre, pronti ad agire con l’ acetilene per far esplodere tutto, mettendo in conto anche il rischio di bruciare le banconote. «Gente di fuori, criminali specialisti in queste cose» ripetono gli investigatori che cercano nelle immagini catturate da alcuni sistemi di videosorveglianza della zona le prime tracce da seguire per imboccare la pista giusta. Sperando di arrivare prima di un altro colpo.

Per ora la cronaca si ferma al sesto, quello che alle 4 di ieri ha svegliato tanta gente facendo affacciare dalle finestre i numerosi residenti di viale Crispi, nel centro di Mosciano. «Perchè il boato è stato fortissimo», raccontano alcuni, «abbiamo pensato ad una bomba». Ed effettivamente l’ordigno c’è stato. Perchè è con l’acetilene e un innesco, forse di polvere nera, che i malviventi hanno fatto esplodere il forziere con una forza d’urto che ha devastato tutti i locali dell’istituto di credito, mandando in frantumi vetri e porte blindate. I danni , come già successo negli altri istituti sono davvero ingenti e molto probabilmente la banca resterà chiusa per qualche giorno per sistemare i locali. Per la banda, composta almeno da tre persone, la fuga sull’auto rubata con un bottino di circa 50mila euro ma ancora in corso di quantificazione visto che i conteggi non sono stati ancora ultimati. L’esplosione ha fatto scattare l’allarme e in poco tempo sul posto sono intervenuti carabinieri e vigilantes. Sulla macchina lasciata durante la fuga ora i carabinieri della compagnia di Giulianova (agli ordini del capitano Domenico Calore) cercano impronte o altri elementi utili per dare una svolta alle indagini. Ma di una cosa gli investigatori sembrano essere certi: anche questa volta ad agire è stata la stessa banda delle altre volte. Da questa certezza si parte per trovare chi all’alba di domenica ha fatto esplodere il bancomat Tercas di viale Crispi con un boato che ha svegliato decine di cittadini.

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