Colonnella

Assalto armato nella villa di un avvocato e minacce al figlio adolescente: in due in carcere

28 Ottobre 2026

Colonnella. Sono accusati della violenta rapina in stile “Arancia Meccanica” nell’abitazione del professionista e ci sono sospetti anche su altri colpi

TERAMO. Un’indagine lampo, quella dei carabinieri, fatta di ricostruzioni, testimonianze e dati incrociati per arrivare alla identificazione dei presunti responsabili della violenta rapina messa a segno a marzo nella villa di un avvocato, a Colonnella.

Da ieri nel carcere di Castrogno ci sono due cittadini albanesi arrestati con le pesanti accusa di rapina aggravata e lesioni in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberto Veneziano. Oltre ai due arrestati c’è anche un terzo complice che è indagato e nei cui confronti non c’è stata misura cautelare.

Il gruppo è sospettato anche di altri colpi messi a segno tra fine 2025 e iniziato 2026 in Val Vibrata, ma per il momento l’attenzione di investigatori e inquirenti si concentra su quello messo a segno nella villa di Colonnella con modalità violente da “Arancia Meccanica”.

Secondo la ricostruzione, infatti, i due albanesi una volta entrati nell’abitazione – tutti a volto coperto e con pistola – avrebbero minacciato il figlio adolescente della coppia con un cacciavite e avrebbero puntato la pistola alla tempia degli altri componenti del nucleo familiare minacciando tutti di morte . Sarebbero arrivati nella località scelta per mettere a segno il colpo a bordo di una macchina risultata rubata a Martinsicuro, una vettura che successivamente avrebbero bruciato. I rapinatori dopo aver fatto irruzione nell’abitazione, minacciato e immobilizzato tutti i presenti erano fuggiti con 400 euro in contanti, gioielli, oggetti d’argento, alcuni quadri e un orologio per un valore complessivo di circa 70mila euro. Dopo aver messo insieme il bottino erano scappati non prima di aver minacciato nuovamente i proprietari sui tempi da seguire prima di far scattare la richiesta d’aiuto. Al termine delle indagini non è stato escluso che ad attenderli fuori dall’abitazione ci fosse un altro complice a bordo di una macchina.

Dopo la denuncia, c’è stato l’avvio delle indagini con la visione di alcuni sistemi di videosorveglianza della zona e l’acquisizione di numerose testimonianze di persone informate sui fatti. Fino a raccogliere tutti quegli elementi risultati decisivi e determinanti per ottenere le misure cautelari in carcere. I due arrestati nei prossimi giorni compariranno davanti al giudice per gli interrogatori di garanzia e in quell’occasione potranno avvalersi della facoltà di non rispondere o dare la loro versione dei fatti. I due sono assistiti dagli avvocati Maurizio Cacaci e Nello Di Sabatino.

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