Assenteismo, alla Asl è un’estate nera

Più di 20 casi, e c’è chi attacca alle ferie ben due certificati (di malattia e per la legge 104) fino ad arrivare a Ferragosto
TERAMO. L’estate non giova alla salute di alcuni. Parlare di malattie in ospedale è cosa ovvia, ma parlare di un proliferare di malattie fra il personale della Asl dovrebbe esserlo di meno.
Da dati in possesso della Asl risulta che nel luglio scorso 50 dipendenti attaccarono al periodo di ferie periodi di malattia propria o dei propri cari, utilizzando la legge 104. Ora luglio è passato e la storia non è finita: la metà di questi ha di nuovo prolungato i certificati comprendendo la settimana di Ferragosto. «Abbiamo almeno una ventina di certificati per il periodo di Ferragosto, fra chi attacca malattie e ferie, chi denuncia infortuni vari», spiega Roberto Fagnano, direttore generale della Asl, «così come c’è chi fruisce dell’aspettativa legata alla 104 proprio nei due mesi estivi. Alcuni casi sono certamente veri, ma c’è stata una vera e propria esplosione di certificati».
Da uno studio fatto a inizio anno dalla Asl risulta che tra permessi in base alla legge 104, certificati di inidoneità e prescrizioni varie, oltre a maternità e malattie di vario tipo gli infermieri assenti oppure esonerati dai turni superano il 30%. Il problema in effetti è comune a tante altre Asl d'Abruzzo: lo stesso assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha tempo fa dichiarato che «quel 10% di ore di assenza al giorno negli ospedali pubblici è davvero troppo: il tasso di assenza per la legge 104 e per le prescrizioni è cinque volte che nel privato».
Le assenze, ovviamente, riguardano anche tutte le categorie di dipendenti. Basti pensare che solamente per la legge 104 sono circa 700 i dipendenti della Asl (su quasi 3.300) che usufruiscono di permessi. In alcuni casi in gergo si parla di 208: infatti chi assiste due parenti disabili può prendersi il doppio di giorni di assenza. Il permesso può essere replicato se ci si occupa di altri parenti o affini fino al terzo grado invalidi.
Sicuramente ci sono dipendenti veramente malati o con parenti a carico non autosufficienti e generalizzare sarebbe ingeneroso e ingiusto «ma stiamo studiando delle contromisure per accertare se c’è qualcuno che ne approfitta», osservano i vertici della Asl, «dà fastidio moralmente, anche considerando che chi resta al lavoro ne subisce le conseguenze». Quando manca all’improvviso il personale che fa i turni la situazione in alcuni settori diventa drammatica per sopperire all’assenza. Una possibilità per instaurare dei controlli sarebbe la stipula di una sorta di accordo con la guardia di finanza, ma questa per ora è solo un’ipotesi.
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