Assise per inserire l’ospedale nel piano pandemico

14 Gennaio 2021

ATRI. C’è un progetto per far rientrare l’ospedale di Atri nel piano pandemico regionale. Se ne è parlato martedì in un consiglio comunale aperto proposto dalla minoranza al quale hanno partecipato...

ATRI. C’è un progetto per far rientrare l’ospedale di Atri nel piano pandemico regionale. Se ne è parlato martedì in un consiglio comunale aperto proposto dalla minoranza al quale hanno partecipato il consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo, i consiglieri regionali del M5S Marco Cipolletti e del Pd Sandro Mariani oltre ai rappresentanti di Cisl e Cgil. Il tema è stato introdotto dal consigliere Ugo Giuliani che ha ribadito come il fine sia di pianificare al meglio i servizi del presidio atriano e intercettare i finanziamenti destinati alla rete ospedaliera inserita nel piano pandemico. Alfonso Prosperi del Pd ha argomentato: «L’emergenza Covid non sappiamo quando durerà tra qualche anno ce ne può essere un'altra di un altro tipo, Atri se rientra nel piano pandemico ne avrà tutti i benefici. Vogliamo essere presi considerazione come presidio, occorre una struttura pronta in caso di emergenza che permetterà comunque di far funzionare i reparti al 70% , occorre prendere un impegno politico che va nella direzione di potenziare il nostro nosocomio accedendo ad importanti finanziamenti. Adesso importante è viaggiare insieme maggioranza e opposizione per il bene della comunità». Per il primo cittadino Piergiorgio Ferretti «non c’è nessuna preclusione della maggioranza a votare l’ingresso di Atri nel piano tuttavia le linee guida del governo non lo consentono. Se ci saranno rivisitazioni che lo consentono agli ospedali di base mi impegno a fare un consiglio comunale entro 5 giorni e votarlo rapidamente». Mariani ha ribadito come occorra unirsi:«È una battaglia per il nostro territorio, che ha dato tanto in un momento di emergenza, servono una rete ospedaliera ed un piano sanitario. Se manca, il personale va potenziato». Il consigliere Emiliano Di Matteo ha concluso: « Vi assicuro che il San Liberatore ha guadagnato nella fase di pandemia sia a primavera che in autunno e non vedrà che conseguenze positive. Adesso non si parla più di chiusure e di ospedali unici».
Domenico Forcella