Assoturismo: «Troppe sagre tutte insieme»

3 Agosto 2022

Grimi: «Così non si fa promozione del territorio. Bisogna destagionalizzare e valorizzare le filiere»

TERAMO. Dopo un lungo periodo di stop e restrizioni dovute alla pandemia, tornano a rifiorire le sagre enogastronomiche su tutto il territorio del Teramano, con maggiore concentrazione nell’entroterra. Un fenomeno molto esteso e dall'impatto significativo in termini economici.
Sulla realtà delle sagre di paese e delle feste enogastronomiche, che caratterizzano il periodo agostano, fa il punto della situazione Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti: «Sono il primo a sostenere che alcune, in tutto tre o quattro, sono da considerarsi sagre storiche, e che quindi contribuiscono all’attrattiva della destinazione teramana », afferma, «altre invece, sono di più recente istituzione, mentre le feste gastronomiche sono soltanto alcune decine, e presenti ad intermittenza. È perciò lecito chiedersi: cosa comporta tutto questo in termini di vera attrattività turistica, in termini di promozione del territorio? Sorge il dubbio che si tratti di sola autoreferenzialità del territorio, che però esclude la promozione». Secondo il presidente di Assoturismo, eventi in così grande numero, tutti raggruppati in un breve periodo, «comportano solo un grande drenaggio economico episodico, spesso esentasse, da parte di associazioni promotrici e comitati anziché economia vera».
Quindi continua: «Così facendo in realtà, si promuove solo l’evento e la sua continuità, ma non tutto il territorio: se le sagre sono troppo concentrate, per lo più nel periodo agostano, non contribuiscono alla promozione ma si rivolgono solo a coloro i quali sono già presenti sul territorio: per ottenere un risultato diverso e più vantaggioso per il Teramano, occorrerebbe pertanto destagionalizzare alcune di esse. Le sagre hanno la funzione specifica di sostenere un dato prodotto», puntualizza Grimi, «e le associazioni che si occupano della filiera di quel dato prodotto dovrebbero perciò essere finanziate e incentivate per “portare” la promozione laddove necessita. Se intendiamo sfruttare pienamente il potenziale attrattivo della nostra enogastronomia, anche attraverso le sagre, bisognerebbe organizzare un grande evento territoriale in primavera o in autunno incentrato sulle tipicità di quei periodi. Un evento», continua il presidente di Assoturismo, «che dovrà assolutamente coinvolgere il tessuto economico delle imprese della ristorazione locale: solo agendo in questa maniera, si potrà far crescere la destinazione teramana dal punto di vista del turismo enogastronomico».
Quindi conclude: «Se continueremo ad agire come ora, non contribuiremo alla promozione, piuttosto assisteremo al lento declino della qualità del nostro turismo. Fenomeno che peraltro è già ben visibile in questa difficile stagione estiva».
Stefania Gervasini
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