«Assunti autisti e infermieri Adesso aprite le tre sedi del 118»

16 Luglio 2018

La Cisl Fp sollecita ad attivare le postazioni di Roseto, Alba e Basciano per soccorsi ancora più sicuri Salvi: «Ora ci sono anche le ambulanze all’avanguardia, la Asl deve attuare il piano regionale»

TERAMO. Ora si possono aprire le nuove postazioni del 118. Rispetto al piano della Regione, approvato con decreto nel 2015, mancano le sedi di Alba Adriatica, Roseto e Basciano.
A riportare l’attenzione su quello che sarebbe un passo avanti nella rete di emergenza è Andrea Salvi, segretario interregionale della Cisl Fp secondo cui ormai non ci sono più ostacoli. Sono da poco stati assunti 15 autisti di ambulanza e fra poco saranno immessi in servizio gli infermieri vincitori del concorso in via di ultimazione proprio in questi giorni. Intanto una postazione del 118 medicalizzata del 118 è stata aperta per l’estate a Roseto, ma dovrebbe chiudere a settembre. «Ora dunque si può fare il punto sulla situazione dell’emergenza urgenza teramana», esordisce Salvi, «già a gennaio parlammo della necessità del potenziamento della rete territoriale dell’emergenza urgenza anche attraverso l’apertura delle nuove postazioni del 118 ad Alba Adriatica, Roseto e Basciano così come previsto nell’allegato al decreto del commissario ad acta 95 del 28 settembre 2015. Tale allegato infatti, “al fine di garantire una copertura assistenziale del territorio della Asl di Teramo” prevede la apertura di postazioni territoriali con mezzi di soccorso avanzati, coincidenti con i comuni in questione».
Il sindacalista fa notare che finora il nuovo modello organizzativo dell'assistenza disposto dal un decreto ministeriale dello stesso anni e «caratterizzato da un potenziamento delle attività sul territorio» che «deve prevedere la presenza di uno sviluppo del servizio di emergenza territoriale tecnologicamente avanzato, in grado di affrontare le emergenze» è stato attuato solo in parte. «Se dal 2015 ad oggi», incalza Salvi, « oggettive difficoltà di reperimento di risorse umane hanno reso di fatto quantomeno difficoltosa l’apertura delle tre postazioni, oggi, secondo la Cisl Fp, dovrebbe essere più agevole tale operazione proprio grazie all’ingresso di 15 autisti e alle imminenti assunzioni di infermieri. Se si considera, inoltre, lo stanziamento effettuato per l’acquisto di mezzi all’avanguardia dedicati e per la formazione del personale (disposto dal decreto del commissario ad acta 55 del 2016) risulta del tutto evidente che i tempi sono maturi per dare seguito al piano regionale di riorganizzazione delle rete dell’emergenza. Si avrebbe in tal modo un servizio territoriale di soccorso avanzato che non si limiterebbe al solo trasporto del paziente al più vicino ospedale ma, essendo un soccorso medicalizzato, garantirebbe, se necessario, la stabilizzazione del paziente sul posto, con possibile riduzione di accessi all’ospedale ottemperando anche alle prescrizioni della legge 24/2018 (la cosiddetta legge Gelli/Bianco) sulla sicurezza ed appropriatezza della cura riducendo il rischio, avendo a disposizione un equipaggio adeguatamente formato e mezzi all’avanguardia per fornire risposte appropriate all’utenza».
Il sindacalista aggiunge che per ottenere uniformità all’interno del sistema di emergenza, «uniformità che consentirebbe di raggiungere l’eccellenza, occorrerebbe destinare personale dedicato al 118, punta avanzata del soccorso sanitario, anche per evitare la sua condivisione con il pronto soccorso, condivisione che potrebbe generare disservizi nella organizzazione del pronto soccorso stesso» Salvi fa notare che visto che è avvenuto un aumento cospicuo di autisti di ambulanza e così come l’acquisto dei mezzi di soccorso, ora è possibile «l’affidamento dei trasporti programmati agli autisti strutturati. Da ultimo, ma non per importanza, si ritiene che il 118 debba poter contare su locali e spazi idonei per la ricezione e gestione del soccorso sanitario e, soprattutto, per la gestione delle maxi emergenze».
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