Asta natalizia, scampi record a 81 euro

Vola il prezzo del crostaceo di prima scelta, vendute 579 cassette per 18 quintali di pesce. Hanno partecipato 26 acquirenti
GIULIANOVA. Prezzo record per gli scampi di prima scelta, ben 81euro al chilo, ma costi nella norma per gli altri tipi di pesce. È andata bene l’asta prenatalizia del mercato ittico di Giulianova, diretto da Gino Gervasini, dove nella notte tra giovedì e ieri sono andate all’asta 579 casse di pesce per un totale di circa 18 quintali di prodotto. «L’asta è stata effettuata regolarmente», commenta Gervasini, «non c’è stata nessuna contestazione. I miei collaboratori, qualificati e d’esperienza, hanno risposto bene alle esigenze degli acquirenti, tutti sono rimasti soddisfatti e hanno anche collaborato per una certa fluidità nelle contrattazioni. I prezzi sono stati contenuti, a parte gli scampi di prima scelta, molto grandi quest’anno». Grazie alle buone condizioni meteo-marine, i pescherecci hanno potuto spalmare in più ore la loro attività e condurre dunque in porto una quantità di prodotto significativa.
Giovedì pomeriggio ben otto imprese di pesca hanno preso il largo e tutte armate a strascico e all’asta hanno partecipato 26 acquirenti. Gli otto pescherecci che hanno lavorato, affinché all’asta ci fosse una buona quantità di pesce, sono Faro, Vichingo, Sparviero, Claudia, Silvia G., Marlin, Rossella e Trinità. Questi invece sono i prezzi finali fissati all’asta, alla quale hanno partecipato 26 operatori provenienti da Giulianova e altre cittadine della provincia di Teramo: scampi di prima scelta 81 euro al chilo, scorfano rosso 29 euro, calamaro e rospo 27 euro, polpo di scoglio 19 euro, panocchia viva e sogliola 18 euro, mazzancolla 15 euro, totano 13 euro, moscardino 11 euro, triglia di fango 10, merluzzo grosso 9 euro, frittura 7 euro e argentina 6 euro. C’è stata poi una sorpresa per tutti gli acquirenti: il presidente del consorzio Nino Bertoni, prima dell’asta, ha infatti offerto pasticcini e altre prelibatezze. «È la prima volta che si è verificata una cosa del genere», spiega Gervasini, «gli operatori mercatali sono rimasti contenti. È andata bene anche l’asta di questa notte, seppur con una quantità minore di pesce, essendo usciti meno pescherecci rispetto a giovedì». La tradizionale cena della vigilia di Natale, solitamente a base di pesce, è dunque pronta per essere consumata sulle tavole dei teramani che quest’anno, dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia Covid, possono tornare a riunirsi.
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