Asta sospetta, chieste le condanne dei due dipendenti di Equitalia

11 Dicembre 2015

TERAMO. Si avvia alle battute finali il processo a due ufficiali addetti alla riscossione di Equitalia accusati dalla procura di voler favorire due imprenditori che volevano comprare dei beni finiti...

TERAMO. Si avvia alle battute finali il processo a due ufficiali addetti alla riscossione di Equitalia accusati dalla procura di voler favorire due imprenditori che volevano comprare dei beni finiti all’asta. Nell’udienza di ieri c’è stata la requisitoria del pm Laura Colica che ha chiesto una condanna a due anni e sei mesi per Tommaso Rasicci (assistito dall’avvocato Costanzo D’Amelio) e ad un anno per Anacleto Caccavale (assistito dall’avvocato Gaetano Luca Ronchi). Nel procedimento in corso davanti al collegio (presidente Flavio Conciatori) Equitalia si è costituita parte civile. Rasicci è accusato di falsità materiale, istigazione alla corruzione e tentata libertà degli incanti, mentre Caccavale solo di falsità materiale per aver firmato insieme a Rasicci la valutazione dei beni pignorati. La vicenda per la quale i due uomini sono finiti a processo risale al marzo del 2011, con le indagini scattate dopo la denuncia della stessa Equitalia Pragma e dell’Istituto di vendite giudiziarie di Teramo. Secondo l’accusa del pm Colica i due dipendenti avrebbero sottostimato il valore di mobili, stampanti e camion pignorati ad un’azienda teramana, con Rasicci che successivamente avrebbe contattato telefonicamente il funzionario dell’istituto di vendite giudiziarie responsabile del procedimento in questione. Ma il funzionario avrebbe immediatamente stoppato il tentativo di corruzione da parte dell’uomo, avvertendo immediatamente i suoi superiori. Che a sua volta avrebbero avvertito Equitalia e sospeso l’asta. Dopo i controlli del caso entrambi gli enti hanno inoltrato una denuncia dettagliata alla magistratura. Dopo le indagini il pm Colica ha chiesto il rinvio a giudizio per Rasicci e per Caccavale. La sentenza è attesa per giovedì prossimo.(d.p.)

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