Astolfi: il commissariato resta ad Atri

Secca replica all’annuncio di Roseto. Vannucci precisa: «Lo abbiamo chiesto al ministero e speriamo di averlo»
ROSETO. Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Sarebbe stato questo il consiglio che il Trap nazionale avrebbe dato a Mirco Vannucci, assessore rosetano con delega alla sicurezza del territorio. Sì, perché dopo la recente dichiarazione di quest’ultimo durante la conferenza di fine anno in merito al prossimo trasferimento del commissariato di polizia a Roseto, c’è stata la prevedibile levata di scudi da parte di Atri, città che si è sentita chiamata in causa perché sede dell’unico commissariato di pubblica sicurezza operativo in provincia di Teramo.
«Abbiamo stanziato 270mila euro per la ristrutturazione dei locali che ospitavano la ex Pretura», dice infatti il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, «per poi poterli destinare gratuitamente al commissariato di polizia, che al momento occupa dei locali per i quali viene pagato l’affitto. Questo è l’unico trasferimento di cui abbiamo parlato sia con il prefetto che con il questore».
Quindi il commissariato resterà nella città ducale, secondo le informazioni in possesso del sindaco Astolfi. Ma resta il fatto che l’assessore Vannucci, di mestiere poliziotto, durante la conferenza stampa ha parlato a chiare lettere di trasferimento. E lo conferma, questa volta mettendo nero su bianco, anche nel suo tentativo di precisazione del giorno dopo. «Ci tengo a chiarire a scanso di spiacevoli equivoci, in merito alle mie dichiarazioni nel corso della conferenza stampa di fine anno», si legge nella nota di Vannucci, «che la richiesta per il trasferimento del commissariato di polizia a Roseto al momento è arrivata a Roma, presso gli uffici preposti, e di non aver mai dato per certo questo trasferimento, che noi ovviamente auspichiamo e per il quale abbiamo tanto lavorato, ma che purtroppo non dipende solo dalla nostra buona volontà».
Dunque, la pratica per la richiesta di trasferimento è partita da Roseto ed è attualmente sul tavolo del ministero competente, quello dell’Interno. Ma tutto questo i politici artiani probabilmente fino a ieri, cioè quando è uscito l’articolo del nostro giornale, non lo sapevano. Nonostante la colorazione politica della giunta atriana sia la stessa di quella rosetana.
«Al momento restiamo in attesa di future comunicazioni», si legge ancora nella breve nota dell’assessore Vannucci, «che speriamo saranno positive per la nostra realtà che, vorrei ricordarlo, è la seconda per numero di abitanti della nostra provincia e la più grande della fascia costiera e sarebbe quindi importante, per garantire la sicurezza del territorio, soprattutto in estate, avere un commissariato di polizia a presidiare l’area e pronto a intervenire su tutta la costa».
L’unica possibilità per un eventuale trasferimento a Roseto di un commissariato è quella del solo esistente in provincia di Teramo, cioè quello di Atri. A meno che il ministero dell’Interno non decida di istituirne uno nuovo a 15-20 chilometri di distanza. Ma, con i tempi che corrono. sembra decisamente un’ipotesi surreale.
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

