Astolfi: per la frana solo illusioni

20 Maggio 2018

Il sindaco contro D’Alfonso e Monticelli dopo l’annuncio sui fondi

ATRI. Il sindaco di Atri Gabriele Astolfi attacca la Regione per i continui «proclami» sull’arrivo dei fondi destinati alla messa in sicurezza della frana di Casoli datata 3 febbraio 2017. Il primo cittadino se la prende in particolare con il governatore Luciano D’Alfonso e il consigliere Luciano Monticelli all’indomani della presentazione a Pescara dei primi quattro interventi previsti nel piano per ridurre il dissesto idrogeologico nell'area del sisma. «Ancora un annuncio in grande stile, ancora una volta un elenco di numeri e di cifre, di nuovo una grave e vergognosa illusione per i cittadini», tuona Astolfi, «il Comune a oggi non ha ricevuto comunicazioni relative all’erogazione dei fondi, informazioni che oltretutto attende dal ministero, ma la Regione per interessi meramente elettorali preferisce vendere fumo e scavalcare le competenze». Ad Atri spettano 4,5 milioni di euro per la bonifica della frana di Casoli.
Contrariamente a quanto accaduto con il sindaco di Civitella, il primo cittadino di Atri lamenta anche di non essere stato invitato all’incontro in Regione per parlare dello stanziamento dei fondi. «Un mancato invito che la dice lunga», tiene a precisare il primo cittadino atriano, «qualora questi soldi fossero davvero disponibili come affermano in Regione, e ci auguriamo che lo siano quanto prima vista l’urgenza, ne avremmo avuto notizia direttamente dagli enti sovraregionali dato che il soggetto finanziatore è l’Ufficio speciale per la ricostruzione, tramite la presidenza del consiglio dei ministri».
Astolfi fa partire la stoccata finale. «La Regione non ha competenza specifica, punta solo a illudere gli elettori», osserva, «in particolare le 15 famiglie che da un anno non possono tornare nelle loro case per la frana che è lunga circa 250 metri». L’assessore alla cultura al Comune Domenico Felicione aggiunge un ulteriore carico polemico. «A Casoli ci sono persone che aspettano risposte concrete», tiene a sottolineare, «ci sono famiglie che continuano a pagare mutui per case che non possono abitare e ragazzi seguiti da psicologi per il trauma subito». (d.f.)
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