Astolfi: problemi al punto nascita del Mazzini

12 Dicembre 2015

Il sindaco di Atri polemico dopo una vista all’ospedale teramano: «Era più confortevole il nostro»

ATRI. Ci sarebbero dei problemi strutturali nei reparti di ostetricia e ginecologia e nelle sale parto dell’ospedale Mazzini di Teramo, che fanno capire quanto sia stata sbagliata la scelta di chiudere il punto nascita dell’ospedale di Atri. È quanto sostiene il sindcao della città ducale Gabriele Astolfi dopo una visita al Mazzini.

«La visita», dice Astolfi, «ha acuito tutte le perplessità che avevo circa l’eventualità che le future mamme possano essere ospitate in una struttura più confortevole rispetto a quella che la Regione ha appena chiuso. Basti dire che le puerpere a Teramo sono costrette ad attraversare un corridoio frequentato dai visitatori dell'ospedale. Non solo: le ricoverate devono condividere i bagni, mentre nel S. Liberatore ogni stanza del reparto è dotato di bagno e le sale travaglio sono all'interno del reparto».

Ma i dubbi di Astolfi non sono finiti: «Ho fatto una formale domanda al direttore sanitario di Atri e al direttore generale della Asl», fa sapere, «circa l’operatività del servizio Stam (ambulanza dedicata per sicurezza mamme e futuri nascituri) per il trasporto delle pazienti da Atri a Teramo e non ho ricevuto ancora risposte rassicuranti». La speranza del sindaco di Atri è, quindi, «che il prossimo 16 dicembre il Tar si esprima contro la chiusura del nostro reparto. Una sentenza che speriamo possa indurre D’Alfonso e Paolucci a rimettere in discussione la propria decisione, anche se le mie sensazioni non sono confortanti. Basti pensare che ad un mese dalla pubblicazione del decreto Lorenzin, che rimette in discussione i criteri per la chiusura dei punti nascita, ad oggi non è partita nessuna missiva da parte della Regione con la richiesta evitare la chiusura stessa. Spero, naturalmente, di essere smentito al più presto».