Ater, recuperati in 17 mesi canoni evasi per mezzo milione

26 Settembre 2019

Il commissario sul nodo ricostruzione: «Durante il mio mandato abbiamo presentato 58 progetti  ma nonostante le ripetute richieste non ci è mai stato assegnato personale aggiuntivo»

TERAMO. Oltre mezzo milione di euro di canoni recuperati, un bilancio chiuso con un attivo di circa 30mila euro nonostante i mancati affitti delle case inagibili per il sisma, pari a 35mila euro di entrate in meno al mese, 70mila euro in più rispetto agli anni passati investiti nella manutenzione degli alloggi. Sono solo alcuni dei numeri snocciolati ieri mattina dal commissario uscente dell’Ater Nicola Salini, che prima di lasciare il testimone al nuovo presidente Maria Ceci, appena nominata dalla Regione, ha voluto tracciare un bilancio dei suoi 17 mesi di mandato. Ad affiancarlo il sub commissario Marcello Di Emidio, che ha tenuto a sottolineare la «sensibilità con la quale Salini si è rapportato agli inquilini».
Un mandato, quello di Salini, arrivato in un momento particolarmente delicato, con buona parte dell’attività dell’Ater dedicata alla ricostruzione. «Abbiamo presentato 58 studi di fattibilità tecnico-economica all’ufficio speciale», ha ricordato Salini, «per i quali abbiamo ottenuto i relativi nulla osta e abbiamo avviato le procedure per 23 progettazioni relative ad edifici dichiarati inagibili in classe B di cui la proprietà è al cento per cento dell’Ater. Sei sono le progettazioni già affidate e due sono i progetti definitivi che sono stati redatti: quelli di Castelli e di via Gelasio Adamoli 48 a Colleatterrato». Progetti che sono stati vagliati e validati dall’ente e che adesso, nell’attesa che l’Ater predisponga la documentazione per l’affidamento dei lavori, dovranno avere nuovamente il nulla osta dell’Usr e poi del Genio Civile e del Comune di Teramo.
Il punto sulla ricostruzione ha rappresentato l’occasione per Salini di ricordare ancora una volta come nonostante le numerose richieste l’Ater non sia mai stato destinatario di personale aggiuntivo per gestire il post sisma. E questo in una situazione in cui l’azienda, a fronte di una pianta organica di 30 unità in via ordinaria, ne ha in servizio solo 18. E proprio le assunzioni, la maggior parte a tempo determinato tra 6 e 12 mesi, e quindi il piano triennale del fabbisogno, sono state una delle priorità del commissario Ater. «Parliamo di 11 unità di personale di cui tre a tempo indeterminato», ha detto, «alcune delle quali già in servizio». Nel tracciare il bilancio delle attività Salini ha ricordato anche l’impegno per la modifica di alcune leggi regionali, l’approvazione del programma triennale delle opere pubbliche per il quale la Regione ha riconosciuto all’Ater 1.120.620 euro di fondi Cer, l’istituzione per la prima volta di un capitolo di bilancio dedicato al cambio degli infissi negli appartamenti Ater con un investimento di 125mila euro, oltre agli interventi di manutenzione di diversi alloggi tra i quali quelli della palazzina di Silvi in via Spezzaferro, dove l’Ater ha dovuto sgomberare temporaneamente gli inquilini e trovare loro un’altra sistemazione. Poi i lavori in corso, tra i quali quelli per l’abbattimento delle barriere architettoniche in diverse palazzine, la realizzazione di diversi alloggi a Castellalto e Teramo, il contratto di quartiere a Sant’Egidio. Infine una stoccata a chi l’ha preceduto. «Abbiamo ereditato 384mila euro di debiti verso le imprese, alcuni dei quali risalgono agli anni ’90», ha concluso.
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