Ater, rinasce il palazzo lesionato: lavori per sei nuovi appartamenti

5 Maggio 2023

Apre il cantiere per l’immobile in via Spezzaferro, era stato dichiarato inagibile per i danni del sisma La presidente Ceci: ottima sinergia con il Comune, risolti gli intoppi burocratici che frenavano l’opera

SILVI. Si sblocca a Silvi il cantiere delle case popolari di via Spezzaferro. Ben cinque anni fa il condomini o sito al civico 12 subì cedimenti strutturali che ne resero impossibile l’abitabilità da parte degli inquilini i quali furono sgomberati e collocati in alloggi limitrofi. L’annuncio dell’avvio dei lavori, pronti da oltre un anno ma frenati da intoppi burocratici e tecnici legati al cumulo tra Superbonus 110% e ricostruzione post-sisma, arriva da Maria Ceci, presidente dell’Ater, l’azienda proprietaria degli immobili. «Anche grazie alla perfetta sinergia sviluppata con il sindaco di Silvi Andrea Scordella è stato idealmente tagliato il nastro di un’opera che, oltre a mettere a disposizione dello stesso Comune una palazzina di sei alloggi con la quale si potrà limitare l’emergenza abitativa garantendo agli assegnatari una casa sicura ed efficiente, dimostra anche come si debbano affrontare e risolvere i problemi», afferma, «quello di via Spezzaferro 12 è un cantiere che, per varie vicissitudini, è rimasto fermo oltre un anno».
Ceci spiega che «in particolare, era stata adottata la decisione di intervenire facendo ricorso alla normativa del Superbonus 110%, ma le notorie problematiche connesse proprio alla gestione di questi lavori, che hanno di fatto paralizzato in tutto il Paese questo genere di interventi, hanno provocato un blocco all’iter del cantiere, che avrebbe potuto avere effetti negativi sull’intera opera». La presidente aggiunge che «quando abbiamo capito che, col prolungarsi dei tempi, si correva il rischio che la palazzina restasse incompiuta, abbiamo deciso di intervenire prontamente, la governance dell’Ater ha infatti deliberato per il completamento con l’utilizzo di fondi propri dell’azienda, perché non possiamo accettare che una impasse burocratica, per quanto comprensibile nelle ragioni, possa allungare i tempi di attesa di chi vive situazioni di disagio, in attesa di rientrare nella propria abitazione . Abbiamo con professionalità ed efficacia, gestito una situazione di potenziale rischio venutasi a creare».
Era il settembre 2018 quando a causa della sua precaria stabilità della palazzina scattò lo sgombero forzato di sei famiglie da parte di forze dell’ordine, Protezione civile e vigili del fuoco. Molti evacuati si trasferirono in altri alloggi Ater nella zona di Mosciano, altri andarono a vivere da familiari in attesa di rientrare nelle proprie case. Nel maggio 2021 una prima svolta: la stessa Ater annunciò un finanziamento regionale di quasi mezzo milione di euro per la ristrutturazione degli alloggi.
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