Atr, la cassa integrazione è a rischio 

I sindacati chiedono un tavolo istituzionale sugli ammortizzatori sociali per l’azienda di Colonnella appena fallita

TERAMO. Se per l'Atr il secondo fallimento può rappresentare un'ancora di salvezza, anche se resta sul tavolo la questione degli ammortizzatori sociali e della messa in sicurezza dei lavoratori, nulla sembra muoversi al momento per la Betafence dove la proprietà, dopo aver annunciato nell'incontro convocato dall'assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale la volontà di tornare indietro sulla delocalizzazione, a oggi non ha ancora ratificato ufficialmente la decisione.
E così se per l'Atr i sindacati chiedono un tavolo istituzionale che da un lato valuti la questione degli ammortizzatori, con la possibilità di proseguire con la cassa Covid e successivamente attivare eventualmente quella per cessazione, per la Betafence si dicono pronti a mettere in campo, nel caso la situazione non si sblocchi, anche ulteriori forme di lotta. «Aspettavamo segnali su queste due vertenze», commenta il neo segretario della Fiom Cgil Natascia Innamorati, « per l'Atr il segnale è arrivato con il fallimento. Finalmente l'azienda si svincola dall'attuale gestione, che abbiamo sempre considerato un capestro. Adesso però serve un tavolo istituzionale, la cui regia non può che essere politica, per capire e dare spazio agli investitori che vogliono dare nuova vita a quell'azienda. Anche se lì bisogna andare a capire che fine ha fatto la cassa integrazione, in quanto ci sono lavoratori che non percepiscono un euro da settembre». Una situazione rispetto alla quale, come evidenzia Marco Boccanera, ad oggi è impossibile confrontarsi con l'Inps. «All'Inps è impossibile parlare con qualcuno e non si riesce a capire dov'è l'intoppo», dichiara, «per il resto adesso è fondamentale mettere in sicurezza i lavoratori. Bisogna capire se si può proseguire con la cassa Covid, da quello che ci dicono la risposta dovrebbe essere sì in quanto non sono stati licenziati. Ma bisogna approfondire e valutare anche l'eventuale cassa per cessazione».
Per la Betafence, invece, nonostante l'impegno dell'assessore Quaresimale, evidenziato dai sindacati, non ci sarebbe ancora nulla di certo. «L'azienda aveva comunicato la volontà di non delocalizzare l'azienda in Polonia», spiega Innamorati, « ma ad oggi non è stato ufficializzato nulla. Il prossimo incontro in Regione è fissato per il 15 dicembre, ma attendere tutto questo è difficile. Dobbiamo capire se mettere in campo ulteriori forme di lotta».
Il rischio è infatti quello di continuare a perdere sia clienti che professionalità. «L'azienda avrebbe dovuto istituire un tavolo tecnico su piano industriale ed esuberi», incalza Boccanera, «ma al momento non se ne ha notizia. L'azienda deve ufficializzare il passo indietro e deve farlo anche al tavolo nazionale». Intanto, come annunciato dalla Rsu aziendale, rappresentata da Antonio Errico per la Fim e Mauro Ceci per la Fiom i lavoratori stanno valutando se adire le vie legali ritenendo che l'azienda abbia violato il codice etico.
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