Atri, campi sportivi fuori norma Si gioca solo con l’ok del Comune

2 Ottobre 2018

Il sindaco ha emesso nell’ultimo periodo quattro ordinanze per consentire il loro utilizzo per le partite «Risolveremo il problema con interventi mirati, ogni anno sarà restituita l’agibilità a un impianto»

ATRI. Manca l’agibilità per tutti gli impianti sportivi di Atri. Ogni settimana il Comune per autorizzare il loro utilizzo per le partite deve emettere apposite ordinanze che, a seconda della struttura, fissano prescrizioni a cui i fruitori devono adeguarsi. Il controllo è demandato il più delle volte al corpo della polizia municipale e in altri casi a personale qualificato nel settore della vigilanza.
Nelle scorse settimane il sindaco Piergiorgio Ferretti ha firmato ben quattro ordinanze. Una, datata 16 settembre, per l’utilizzo del campo di calcio posto all’interno del Centro turistico integrato in occasione ta della partita Atri – Castagneto. Poi c’è stata quella per l’uso del campo sportivo di Casoli di Atri che domenica 23 ha visto la sfida tra Ssd Casoli 1966 e Torricella. Lo stesso provvedimento si è reso necessario per mercoledì 26 settembre allo scopo di autorizzare l’uso del campo “Pavone” dove il Real 3C Hatria Calcio ha giocato con lo Sportland Celano. Infine un’ulteriore autorizzazione è stata richiesta per il match disputato di nuovo al Centro turistico integrato, dove domenica 30 settembre si è giocata la partita Atri – Pro Nepezzano. In tutte le ordinanze si specifica che le strutture presentano un livello di rischio che può essere attenuato mediante l’adozione di appositi accorgimenti nella fase di utilizzo. Sulla questione il primo cittadino fornisce rassicurazioni. «Al fine di restituire la piena agibilità agli impianti del territorio, ogni anno provvederemo all’adeguamento di una delle strutture sportive», annuncia, «in questa maniera risolveremo l’annoso problema ed andremo incontro alle esigenze della collettività». Chiarimenti arrivano anche dall’ex primo cittadino e attuale assessore ai lavori pubblici Gabriele Astolfi. «Le ordinanze per autorizzare l'uso dei campi di calcio rientrano in procedure che vanno avanti da anni», osserva, «si tratta una misura che adottano la maggior parte dei Comuni in caso di lievi difformità negli impianti».
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