Atri conferisce la cittadinanza a padre Alimonti

Il sindaco consegna l’attestato al frate cappuccino assiduo frequentatore della parrocchia di San Gabriele
ATRI. «Assiduo frequentatore della parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata di Atri e paladino di messaggi di pace, solidarietà e giustizia sociale». Con questa e altre motivazioni il consiglio comunale di Atri ieri mattina alle ore 11 ha conferito la cittadinanza onoraria a padre Guglielmo Alimonti, il frate cappuccino del santuario della Madonna dei Sette Dolori di Pescara, discepolo del santo di Pietrelcina e animatore dei gruppi di preghiera Padre Pio.
L’attestato è stato consegnato direttamente nelle mani del sacerdote dal primo cittadino Piergiorgio Ferretti. La sala consiliare gremita all’inverosimile è stato il segno della forte presa che ha il prelato tra la cittadinanza. Padre Guglielmo ha manifestato l’amore per Atri in diverse occasioni e ieri lo ha ribadito pubblicamente affermato che nella città ducale si è sentito sempre accolto e amato.
Il sindaco ha riconosciuto in lui una persona carismatica, seminatore di fede, disponibile, attento all’ascolto e pronto a suggerire consigli alle numerose persone che si rivolgono a lui. Ferretti ha detto: «E’ un onore averlo come concittadino». Nato a Guardiagrele il 17 ottobre 1929 con il nome di Alessandro, padre Alimonti è stato ordinato sacerdote nel 1956. Dopo diversi anni trascorsi con incarichi pastorali di assistenza spirituale ha espresso il desiderio di recarsi in missione in America Latina, ma l’incontro con Padre Pio ha cambiato tutto. È stato lo stesso frate di Pietrelcina a indicargli la sede della missione da svolgere a Pescara: «Stai lì e prega per me». Difatti a Pescara è iniziata la sua testimonianza su Padre Pio e ha cominciato a fondare i primi gruppi di preghiera, diventati negli anni più di 400. Fulcro della sua attività di preghiera è il santuario della Madonna dei Sette Dolori dove da ormai più di 30 anni padre Guglielmo celebra la messa alle 6 di mattina.
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