Atri, D’Alfonso prova a salvare l’ostetricia

Lettera al ministro per far riaprire il punto nascita (ma anche per Ortona, Penne e Sulmona)
ATRI. D’Alfonso ci ripensa. E a un mese e mezzo dalla chiusura del punto nascita di Atri chiede al ministro Beatrice Lorenzin di salvare l’ostetricia atriana. Lo fa peraltro a meno di 24 ore dal pronunciamento del Tar –previsto per oggi – sui ricorsi contro la chiusura dei punti nascita abruzzesi. Un segnale forte, dunque, quello che ha dato il governatore. Nella lettera D’Alfonso chiede una nuova valutazione del comitato percorso nascita nazionale: «è auspicabile in quanto la stessa Agenas ha in un primo momento confermato con proprio parere la criticità del punto nascita di Atri e successivamente nella valutazione dei dati e della qualità dei servizi resi dal punto nascita per l’anno 2014 ne ha riconosciuto il rispetto degli standard». In più si aggiunge lo spiraglio dell’ultimo decreto Lorenzin secondo cui si possono salvare anche i punti nascita che hanno eseguito meno di 500 parti all’anno, e Atri nel 2014 ne ha fatti più di 500.
La lettera, che partirà stamattina per Roma, è stata scritta anche per i punti nascita di Ortona, Penne e Sulmona.
La notizia viene data dal consigliere regionale del Pd Luciano Monticelli, che insieme all’assessore Gerosolimo e ad altri quattro consiglieri (Mariani e Pietrucci del Pd, Olivieri di Abruzzo Civico e Di Nicola del Centro Democratico) aveva sollecitato sul tema D'Alfonso.
«Al decreto commissariale 10/2015, che stabiliva la chiusura di quattro punti nascita su 12, mi sono opposto fin dal primo momento, insieme a colleghi che ringrazio per l'impegno e per la coerenza», dichiara Monticelli, «Questo perché a mio parere in Abruzzo la normativa sul riordino del percorso nascita è stata applicata con eccessivo rigore, e senza considerarne gli effetti sul ridisegno complessivo della rete ospedaliera. Nel momento in cui il decreto dell'11 novembre 2015 ha cambiato le carte in tavola, rendendo più flessibili i criteri per mantenere in attività i piccoli punti nascita, era opportuno e necessario che le decisioni prese venissero riesaminate alla luce della nuova normativa, non solo per Atri, ma anche per gli altri presidi coinvolti». Monticelli ringrazia D'Alfonso: «è finalmente un passo nella giusta direzione, anche se la vera meta, per cui riprenderemo a lavorare non appena arriverà il disco verde di Roma, è la revisione del decreto commissariale 10. Ora la questione è nelle mani del ministero». (a.f.)
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