Atri, dominano i Ferretti

19 Gennaio 2023

È il cognome più diffuso e annovera anche l’attuale sindaco

ATRI . Ad Atri il cognome Ferretti va per la maggiore: ad averlo sono in 242. Al secondo posto, stando al centro studi “Italia in dettaglio” di Trapani che raccoglie e incrocia dati Istat e dell’anagrafe nazionale, c’è Pavone, con 212, e Martella (145), seguiti da Di Febbo (142) e Pallini (130). Il primato dei Ferretti conferma una tendenza consolidata da anni e annovera personaggi di oggi e di ieri impegnati nell’amministrazione pubblica e giudiziaria. A cominciare da Gabriele Ferretti, già procuratore della Repubblica di Teramo e in passato magistrato giudicante in Emilia Romagna, per continuare con l’ex vice presidente della Provincia di Teramo Barbara Ferretti e l’attuale primo cittadino di Atri Piergiorgio Ferretti. Anche tra i Pavone non mancano personaggi che si sono messi in evidenza nei settori più disparati nella città dei duchi Acquaviva, come ad esempio la consorte del fondatore del Pan Ducale, la signora Maria Rosaria Pavone, custode della ricetta che ha reso famoso nel mondo il dolce di Atri. Ma i Pavone sono anche nell’arte, come il defunto maestro pittore Antonio.
Tra i Martella il più noto è stato sicuramente il partigiano Francesco, al quale è intitolata l’omonima piazza nel centro storico in cui è situata la statua realizzata dallo scultore atriano Ireneo Janni. I Martella sono stati impegnati anche nell’artigianato e nel commercio della città e anche tra loro c’è un politico come Domenico Martella, conosciuto come “Ciacarest”, socialista della prima ora, più volte assessore e vice sindaco.
I Di Febbo più noti sono invece impegnati nel campo dei servizi e in passato nell’attività politica, come l’ex consigliere Giovanni. Tra i Pallini, storici sarti della città, c’è anche il sacerdote don Paolo, che è stato alla guida della parrocchia di San Gabriele, dove realizzò l’oratorio e il centro pastorale. Restando nella cerchia dei Pallini, c’è da ricordare la figura di Gaetano Pallini, medico del San Liberatore impegnato per molti anni in prima linea nel pronto soccorso e tra i fondatori del servizio di emergenza del 118. Meno numerosi, ma non per questo meno importanti, sono i Colleluori, tra cui i Luigi, medico farmacista della storica e centrale farmacia Apicella, insieme al fratello Massimo, nonché i tipografi della frazione di Casoli, oltre ai numerosi liberi professionisti e imprenditori che arrivano a quota 107.
Da sempre impegnati nel commercio e nell’impresa le famiglie Iezzi, tra cui Pietro, imprenditore nel settore delle cucine, che vantano anche titolari di attività commerciali, bar e grande distribuzione. Ci sono poi i Marcone, tra questi il maestro Glauco, il preside e già sindaco Emilio e il consigliere comunale Giammarco. Di Centorame se ne contano 93, tra cui Mimma, assessore alla cultura in carica e il titolare della cartoleria Vincenzo recentemente scomparso. Infine sono 82 i Cantarini e i Prosperi. La famiglia Mattucci, il cui esponente più noto per via dell’impegno politico è Emilio, già presidente della Regione e sindaco di Atri, conta 79 rappresentanti in città, anche senza alcun legame di parentela, come quella dell’ex presidente dell’ospedale San Liberatore di Atri, l’avvocato Saverio Mattucci. Molti altri casati, seppur di minore consistenza numerica, hanno contribuito alla crescita dell’economia e della cultura della città, oltre a rivestire nel tempo anche ruoli di responsabilità nei settori pubblici e privati. (d.f.)