Atri, duomo insozzato da guano e rifiuti

29 Settembre 2018

Da poco riaperto dopo due anni di lavori post-sisma, è già sporco. Italia Nostra cerca fondi per installare reti anti-piccioni 

ATRI. Il duomo di Atri oltraggiato dagli escrementi di picconi ma anche dall’inciviltà umana. La cattedrale, dopo essere stata chiusa per oltre due anni per ristrutturazione, è stata riaperta e tirata nuovo lo scorso agosto in occasione della celebrazione solenne dell’apertura della Porta Santa. Oggi però l’ingresso principale e il suo portale appaiono sporchi. Il problema è creato da innumerevoli cornacchie e soprattutto piccioni che occupano il rosone centrale e nidificano nei fori della facciata lasciando cadere a terra il loro guano.
A questo si unisce anche qualche incivile che ha usato i buchi a fianco all’ingresso come cestino per rifiuti. Nelle piccole cavità si trovano, infatti, lattine, cannucce, bicchieri di plastica e rifiuti vari. Il parroco don Giuseppe Bonomo allarga le braccia sconsolato. «Non sappiamo che fare», dice, «abbiamo provato a mettere nei buchi spilloni anti-piccione ma li hanno rubati: adesso proveremo con un sistema ad ultrasuoni per allontanare gli uccelli in volo. Inoltre per contrastare l’inciviltà di chi usa la facciata della chiesa per nascondevi le cartacce inoltreremo al Comune la richiesta di sistemare cestini in piazza». Della problematica giorni fa si era interessata anche l’associazione “Italia Nostra” avviando una raccolta fondi per l’acquisto di dissuasori e reti metalliche da posizionare sulla facciata della cattedrale. «Abbiamo tutte le autorizzazioni della curia necessarie per installarli», spiega il presidente Domenico Zenobio, «rivolgiamo un appello ai concittadini per aiutarci a mantenere splendido il monumento. Chi vuole può fare un versamento sul conto bancario intestato a all’associazione Italia Nostra Iban IT53Y 05424 7675 9000 0000 5083».
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