Atri, il teatro romano torna nel degrado

A tre mesi dall’attività di pulizia messa in atto da numerosi volontari, scritte sui muri ed erbacce deturpano l’area
ATRI. Sono passati appena tre mesi da quando alcuni volontari, insieme ai rappresentanti di Italia Nostra e ad alcuni amministratori comunali, hanno ripulito le aree dove sorge il teatro romano di Atri. Eppure i vandali, e in parte l’incuria, sono già tornati a colpire la zona. Sui muri del teatro romano si osservano infatti nuove scritte e disegni, a volte volgari, con cui è stata deturpata la struttura, così come non sono stati eliminati i vecchi imbrattamenti. Inoltre l’intera area è circondata da erbacce, cresciute a dismisura.
Una situazione che non rappresenta certo un buon biglietto da visita per la città, che soprattutto nei mesi estivi accoglie numerosi turisti, e a fronte della quale sono in tanti a chiedere maggiore celerità da parte del Comune nel ripulire l’area. Una richiesta che si scontra con tutta una serie di problematiche: per quanto riguarda la manutenzione dei monumenti storici, infatti, le amministrazioni devono rispettare adempimenti tecnici e burocratici dettati dalla soprintendenza le cui tempistiche non sono celerissime e i cui costi sono elevati e vanno a incidere pesantemente sul bilancio dell’ente. Per arginare il triste fenomeno e stanare i vandali, dunque, le uniche soluzioni possibili sarebbero quelle di maggiori controlli di polizia nei pressi dell’area e l’installazione di telecamere per individuare i colpevoli, passibili di pesanti sanzioni. L’articolo 639 del codice penale prevede infatti per chi imbratta e deturpa luoghi di interesse storico una multa da 1000 a 3000 euro oltre alla reclusione da tre mesi a un anno. Inoltre il giudice, con la sentenza di condanna, può disporre per i responsabili anche l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi o, in alternativa, l’obbligo di sostenerne le spese o di rimborsarle o ancora la prestazione di attività non retribuita favore della collettività. (r.m.)
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