Atri indicato come ospedale Covid Ex sanatorio, lavori quasi conclusi

15 Marzo 2020

Si delinea l’assetto dei punti nevralgici per affrontare il picco di contagi previsto la prossima settimana Fra domani e dopodomani nel terzo lotto attivati sei letti di rianimazione e dieci in malattie infettive

TERAMO. Lavori in corso a ritmi serratissimi per fronteggiare il picco dell’epidemia di coronavirus.
Se da una parte l’ex sanatorio è stato trasformato in un cantiere in cui i lavori fervono giorno e notte, dall’altra parte la Regione si appresta a indicare l’ospedale Covid per la Asl di Teramo. La scelta dovrebbe cadere, con ogni probabilità, sull’ospedale di Atri, oltre ovviamente al terzo lotto del Mazzini.
ATRI OSPEDALE COVID. Il San Liberatore infatti è un ospedale già “contagiato”, visto che sia il reparto di Medicina che quello di Rianimazione hanno ospitato pazienti malati ri coronavirus.
I posti di rianimazione destinati a pazienti Covid attualmente a Teramo sono due, quelli attivati all’interno del reparto di Malattie infettive. E sono entrambi occupati con la paziente di Castiglione e quella di Silvi. Per cui, se adesso fosse necessario ricoverare in terapia intensiva un paziente bisognerebbe mandarlo ad Atri, dove la Rianimazione ha cinque posti, oltre a quelli attivabili nelle tre sale operatorie che, essendo stati bloccati gli interventi di elezione, sono praticamente inutilizzate.
RIANIMAZIONE AL MAZZINI. Comunque presto saranno attivati i sei posti letto subintensivi nell’ex sanatorio, al pianterreno. Dovrebbero essere pronti già domani o dopodomani. Certo, i ventilatori polmonari chiesti alla Protezione civile non sono arrivati, ma la Asl sta cercando di sopperire con i propri, sia facendo revisionare quelli usati ma sostituiti con nuovi modelli, sia prendendoli dalle ambulanza non attrezzate per la rianimazione o nel reparto di pneumologia. Aperti i sei posti letto, si procederà a lavorare in un’altra area dell’ex Psichiatria per aprirne altri.
MALATTIE INFETTIVE. Lavori in corso sempre nel terzo lotto, anche al secondo piano nell’ex Hospice, che ospiterà altri letti di Malattie infettive. Anche in questo caso, visto che si tratta più che altro di cartongesso, dovrebbero essere ultimati domani o dopodomani.
Malattie infettive, attualmente, dopo la dimissione della famiglia di Brugherio avvenuta venerdì, ospita due casi diagnosticati di Covid, più altri due nei letti di rianimazione. Alla fine il reparto disporrà di altri dieci posti letto in stanze “quasi” a pressione negativa, nel senso che l’aria viene pompata dal corridoio nelle camere, riducendo il pericolo di contagio. A questi si aggiungono, sempre in malattie infettive, sei letti di rianimazione (ora ne sono due). L’organico del reparto, rinforzato con nuovi infermieri, vede però sono quattro medici (uno è in malattia) ma riceverà il sostegno di un pool dai reparti di medicina e pneumologia.
Il reparto, secondo il responsabile Pierluigi Tarquini, sarà pronto all’arrivo del picco. «E’ previsto per la prossima settimana, quando i lavori dovrebbero essere ultimati. Il reparto sarà diviso a metà in una zona rossa, cioè “sporca” e in un’altra pulita, delimitata da una porta. Così quando se si gira nella zona rossa non ci si dovrà “cambiare” continuamente (il riferimento è alla tuta anticontaminazione, ndr) come si fa ora». Tarquini poi riferisce di diverse offerte di aiuto. «Proprio oggi ho suggerito a una famosa azienda del Pescarese che potrebbe servire all'ospedale di Teramo una macchina che faccia diagnostica delle infezioni respiratorie e a un privato che potrebbe servire l'acquisto di monitor cardiaci, che misurano pressione, frequenza, saturazione. In più ho detto che la Rianimazione potrebbe avere delle necessità, è quello il primo luogo dove destinare le donazioni».
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