Atri, Italiani difende la discarica «Accuse infondate, non inquina»

9 Settembre 2017

Il commissario del consorzio Piomba-Fino sostiene che l’impianto smaltisce solo rifiuti già trattati «L’ampliamento è previsto dalla Regione». Ma intanto arriva un nuovo attacco da Articolo 1  

ATRI. «La discarica di Atri non è una pattumiera, ma un luogo di lavoro organizzato e rispettoso delle regole». Attaccato da più parti, soprattutto per il progetto di ampliamento dell’impianto, il commissario del consorzio rifiuti Piomba-Fino Alessandro Italiani replica alle tante accuse che gli sono piovute addosso in questi ultimi mesi da parte di esponenti politici, associazioni ambientaliste e comitati di cittadini per la gestione della discarica di Santa Lucia di Atri. Un impianto, sostiene Italiani, «che non produce alcuna forma di inquinamento» perché tutti i rifiuti che vi arrivano sono stati trattati in precedenza e quindi sono «paragonabili a rifiuti inerti». «L’attuale invaso, come tutti gli invasi presenti in Italia», dice il commissario, «è sigillato ermeticamente sul fondo e non vi è alcun pericolo di fuoriuscita di percolato», il liquido prodotto dalla decomposizione dei rifiuti che «viene poi raccolto e smaltito in aziende autorizzate». La discarica di Santa Lucia era sta chiusa e poi riaperta nel 2015 dopo una serie di interventi di sistemazione. «Resta difficile far comprendere ai cittadini la notevole diversità rispetto alla gestione della vecchia discarica», osserva Italiani, secondo cui le accuse si basano su «stereotipi che devono essere combattuti» perché «tanti ne hanno parlato, ma nessuno ha la reale conoscenza e consapevolezza dello stato attuale della discarica di Santa Lucia di Atri». Quanto all’ingrandimento dell’impianto, Italiani afferma che era previsto sin dalla prima stesura del piano provinciale dei rifiuti. Poi nel 2009 la Regione ha autorizzato la costruzione di un primo lotto dell’ampliamento complessivo per 90.000 metri cubi (quelli attualmente in esercizio), mentre «i rimanenti 360.000 metri cubi sono stati poi confermati dalle programmazioni provinciali e regionali successive». Basterà questa difesa di ufficio a placare le polemiche? Quasi certamente no, e infatti ieri è arrivata una nuova presa di posizione contro Italiani, questa vota dal coordinamento di Atri di Articolo1-Mdp che definisce «paradossale» un ulteriore ampliamento di una discarica adiacente a un sito di interesse comunitario e a una riserva naturale (quella dell’area dei calanchi di Atri, ndr) che rappresenta un fiore all’occhiello per la nostra città ed esercita un forte richiamo turistico». Inoltre, sostiene il coordinamento atriano di Articolo1, «a fronte del sacrificio sopportato dalla città, i cittadini non hanno goduto di alcun beneficio». Il movimento politico definisce il progetto di ampliamento della discarica un «atto unilaterale» da parte di Italiani e chiede al sindaco Gabriele Astolfi di convocare un’assemblea cittadina per «scongiurare l’ulteriore ampliamento della discarica di Santa Lucia». (e.a.)
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