Atri, l’area industriale è diventata una discarica

Tra i molti capannoni rimasti vuoti regna il degrado: erbacce e rifiuti ovunque L’asfalto è pieno di buche e spunta un deposito abusivo di materiali edili
ATRI. Il nucleo industriale di Atri affonda nel degrado tra buche e immondizia. Una volta era un fiore all’occhiello dell’imprenditoria atriana e non solo: gli stabilimenti in funzione, le macchine parcheggiate ovunque, un fermento ed un andirivieni di camion e rappresentanti di commercio. Tutto questo oggi è solo un lontano ricordo.
Molte le aziende dismesse da anni, la più grande la Pompea che impiegava centinaia di operai. Tra le ditte che resistono c’è la storica Menozzi de Rosa che produce liquirizia relegata in uno spazio accerchiato da erbacce e poca manutenzione viaria. Altro esempio limite della zona industriale è a fianco alla ditta Antonelli che produce marmi: il piazzale antistante è un colabrodo, le buche sull’asfalto fanno da padrone. Negli angoli ci sono rifiuti abbandonati ovunque, sui marciapiedi vecchie gomme di auto abbandonate e vegetazione spontanea che impedisce il passaggio dei pedoni.
Più a monte percorrendo la strada principale il quadro non cambia. Addirittura dove c’erano le aree adibite a parcheggi ora vi è un deposito di attrezzature edili abbandonato. Chiunque qui, puo’ trovare ponteggi arrugginiti, balaustre, transenne, e altro materiale di scarto. La situazione del degrado dell’area industriale di competenza della Provincia di Teramo era stata denunciata dai residenti diversi anni fa ma al momento non è cambiato nulla.
Il Comune di Atri invano aveva esortato l’ente a provvedere almeno alla sistemazione del manto stradale. Il titolare di una ditta afferma: «La zona dove produciamo è spesso deserta e poco vigilata la notte abbiamo paura addirittura a lasciare le nostre aziende occorre una riqualificazione altrimenti il degrado avanzerà irrimediabilmente».
Domenico Forcella
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