Atri, la discarica può essere ampliata del 15% Il comitato si oppone

12 Gennaio 2021

L’aumento della capienza verrà vagliato dalla Regione giovedì Il Comune: «Siamo d’accordo con i cittadini, l’impianto va chiuso»

ATRI. La Regione Abruzzo vaglia l’aumento della capienza, per un ulteriore 15%, della discarica Santa Lucia di Atri. La decisione sarà presa il prossimo giovedì. Ciò riaccende la rabbia dei residenti della zona e delle aziende agricole sparse nelle colline adiacenti all’invaso.
Ieri il comitato Santa Lucia, che riunisce tutte le voci contrarie all’ampliamento del sito di raccolta, è sceso sul piede di guerra scrivendo in una nota: «Il consorzio “Piomba Fino” nonostante tutto continua a perseguire quello che sembra il suo principale obiettivo: portare altri rifiuti ad Atri. È incredibile ma vero: hanno ripresentato l’istanza per un mini ampliamento. La Asl aveva già espresso il suo parere negativo nel 2019. E anche l’Arta aveva sollevato dubbi. Poi il Comune di Atri e noi avevamo presentato le nostre osservazioni. Come comitato», continua la nota, «non possiamo esimerci dal compito di difesa del territorio, delle aziende agricole e dell’ambiente. Contrada Santa Lucia chiede dignità, non siamo disposti a cedere ancora, dopo tanti anni di dura lotta solitaria dei cittadini contro le istituzioni. Soprattutto quando i dati dei monitoraggi in nostro possesso continuano ad essere preoccupanti. Manifestazioni, osservazioni e raccolte firme fanno capire inequivocabilmente qual è la richiesta del territorio: chiudere per sempre e bonificare».
Sulla stessa scia l’assessore all’ambiente del Comune di Atri Mimma Centorame, che ha detto: «La legge dà la possibilità di integrare del 15% il sito di raccolta qualora i rifiuti già presenti siano stati abbancati in conformità. Per aumentare la capienza comunque c’è bisogno di un autorizzazione. Il Comune non può far altro che deporre le proprie osservazioni, insieme a comitati e associazioni. Noi le abbiamo già preparate, vanno tutte nella direzione della richiesta della chiusura della discarica». Centorame evidenzia come l’aumento della capienza del 15% previsto dalla legge non sia collegato alla recente richiesta di costruzione del terzo invaso da 360.000 metri cubi, congelata dai ricorsi ancora al vaglio del Tar.
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