Atri, la lapide delle proteste sarà spostata

16 Ottobre 2021

Il primo cittadino Ferretti all’Anpi: «Da 20 anni era per terra nello stesso posto, pronti a toglierla» 

ATRI. Il Comune di Atri pronto a trovare una nuova sistemazione alla lapide di epoca fascista posizionata attualmente all’interno dell’atrio del Palazzo di città. Dopo la recente interrogazione del consigliere del Pd Ugo Giuliani e l’ intervento dell’Anpi di Teramo che ha chiesto al prefetto Angelo Prisco la rimozione del manufatto, ieri il primo cittadino Piergiorgio Ferretti è intervenuto sull’argomento. «La lapide datata 18 novembre 1935 era appoggiata a terra all’interno dell’atrio comunale da tempo immemore, di sicuro almeno da 20 anni, e al solo fine di evitare pericoli agli utenti e ai visitatori, soprattutto minori, è stato disposto di rialzarla dal pavimento e metterla in sicurezza», dice Ferretti, «l’intervento è stato effettuato a giugno e la lapide rispetto alla posizione iniziale risulta elevata di circa un metro al fine di consentire di essere agganciata alla muratura e evitare ostacoli e pericoli di ogni sorta. Questa è l’unica ragione che motiva l’apposizione della lapide sulla parete e si resta a disposizione per valutare un altro eventuale luogo nel quale posizionarla». Nelle osservazioni presentate dall’Anci si sostiene che: « Il 18 novembre 1935 il Duce obbligò i Comuni d’Italia ad apporre tale manufatto sui muri dei palazzi pubblici, a seguito dell’embargo che i popoli liberi d’Europa, antifascisti e antinazisti, avevano deciso per condannare la politica di aggressione coloniale messa in atto del regime mussoliniano. Italia democratica, nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione, ne dispose la rimozione per il suo contenuto apologetico e perché reca ai suoi lati i fasci littori». (d.f.)
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