Atri, le case popolari cadono a pezzi: paura e rabbia nel quartiere

Gli inquilini denunciano lesioni accentuate dal terremoto e mancata manutenzione degli alloggi: «L’Ater ci ignora»
ATRI. Le case popolari di Atri sono a pezzi. Dopo l’ultima scossa di terremoto, le crepe già presenti su muri e soffitti secondo molti residenti sono diventate voragini. La paura di abitare in case vecchie e spesso con poca manutenzione sale così alle stelle. Da una verifica sul posto emerge una situazione che fa rabbrividire.
Nel primo blocco di case popolari in via D’Annunzio il primo condominio che sorge ai piedi della collina e guarda il Gran Sasso appare molto in làcon gli anni e non si può far a mano di notare pareti esterne scrostate che mettono in vista ferri arrugginiti interni al calcestruzzo. Secondo alcuni residenti qui i pezzi di cemento continuano a cadere a terra ogni giorno. Le colonne sotto i balconi dell’atrio principale sono tutte visibilmente lesionate, così come gli spigoli dei balconi. I tombini in caso di forti piogge non riuscirebbero a drenare neppure una goccia d’acqua dato che sono completamente ostruiti. «Sembriamo dimenticati da tutti solo perché abitiamo nelle case popolari», si lamenta un inquilino, «la manutenzione nel corso degli anni è stata precaria se non inesistente: con il terremoto le crepe sui muri si sono moltiplicate, occorre un sopralluogo e avviare interventi di ristrutturazione»
Un altro residente aggiunge che «da anni le nostre finestre sono come un colabrodo dove passa l’aria da ogni parte, spero che con l’emergenza terremoto chi gestisce le case popolari possa svegliarsi ed intervenire».
Nel blocco di abitazioni che si trova poco più avanti, chiamato “il treno”, la situazione non cambia. C’e’ un aria di rassegnazione e di stanchezza anche nel denunciare le cose che non vanno. Un gruppo di residenti punta il dito nei confronti dell’Ater di Teramo. «Dovrebbe impegnare maggiori risorse per garantire la sicurezza degli occupanti degli alloggi» affermano. Settimane fa sul problema sicurezza delle case popolari si era speso anche il primo cittadino Gabriele Astolfi esortando proprio l’azienda che le gestisce a darsi da fare quanto prima. Il sindaco aveva evidenziato con preoccupazione che «oltre cento le famiglie vivono nella paura, per cui è necessario dare risposte veloci ed efficaci e prevenire ogni rischio possibile per la popolazione».
Domenico Forcella
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