Atri, le casse del Comune sono vuote

7 Giugno 2016

Allarme della responsabile dei servizi finanziari che propone una serie di misure per evitare lo stato di dissesto

ATRI. Paura dissesto finanziario per i conti del Comune di Atri. A preoccupare è soprattutto la scarsa disponibilità di cassa che non consente al Comune di poter effettuare i pagamenti senza ricorrere alle anticipazioni da parte degli istituti di credito. A metterlo in evidenza è la responsabile finanziaria dell’ente Paola Di Crescenzo, che in vista dell’approvazione del bilancio di previsione 2016, fissata per il 13 giugno, ha stilato una relazione in cui propone, tra l’altro, di attivare la procedura di riequilibrio pluriennale (che si attiva proprio per evitare lo stato di dissesto) e di ridurre i servizi erogati dal Comune, oltre che di vendere parte del patrimonio. «L’amministrazione comunale», si legge nella relazione, «pur avendo avviato da diversi anni misure di consistente contenimento della spesa modificando l’assetto di diversi servizi, non è ancora riuscita a contrastare con efficacia la forte diminuzione delle riscossioni di entrate correnti, in realtà in circa 5-6 anni l’assetto complessivo delle entrate del Comune si è fortemente modificato dovendo l’ente compensare con la compressa fiscalità locale la riduzione di risorse disposte dallo Stato. Nel corso dell’esercizio finanziario 2016 devono essere attivate ulteriori azioni di contenimento sulla spesa corrente al fine di poter garantire un sufficiente equilibrio sui prossimi bilanci. La difficile situazione impone al consiglio comunale la valutazione di adottare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale necessaria per gli enti come quello di Atri ove sussistano squilibri strutturali di cassa. Al fine di evitare il dissesto finanziario Atri, pur non essendo strutturalmente deficitaria, presenta l’impossibilità acclarata di far fronte con le risorse proprie correnti ai pagamenti». Con la procedura di riequilibrio si ha la possibilità nell’immediato di rimettere in ordine la cassa, sostiene la responsabile dei servizi finanziari, che «pur esprimendo parere favorevole sul bilancio di previsione 2016 si raccomandano e impongono ulteriori azioni di contenimento che l’amministrazione deve nell’immediato attivare, finalizzate alla riorganizzazione della struttura comunale e nella gestione dei servizi, i quali risultano tuttora sovradimensionati rispetto alle risorse disponibili».

Un quadro che, però, secondo il sindaco Gabriele Astolfi, non sarebbe così preoccupante. «I dati non sono allarmanti», afferma il primo cittadino, «il nostro Comune ha rispettato il patto di stabilità. Tengo a precisare che le anticipazioni di cassa sono dovute alla mancata riscossione delle tasse, lo squilibrio finanziario riguarda quasi tutti gli enti che soffrono anche per la mancanza di trasferimenti da parte di Province Regione e Stato». Per quanto riguarda la possibilità di vendere il patrimonio comunale, il sindaco afferma: «Abbiamo parecchi beni non monumentali da vendere, per esempio il mercato coperto in viale Risorgimento, gli appartamenti delle ex carceri, il cui bando di vendita è in procinto di essere pubblicato, e poi ancora terreni e garage. Volevamo alienare il palazzo dell’ex pretura ma è stato affittato al commissariato di polizia a fine anno. Il Comune è in grado di ripagare i propri debiti, l’anticipazione di cassa è stabilita dalla legge per un massimo di 3 milioni di euro. Una cosa è certa: non aumenteremo le tasse». Il movimento civico “Atri non si tocca” teme invece che si vada verso il dissesto: «In pratica il Comune non ha soldi in cassa e deve ogni anno ricorrere alle anticipazioni da parte di un istituto finanziario per far fronte ai pagamenti. L’ente chiede annualmente ingenti anticipi alla banca oltre al ricorso costante a mutui. Tutte somme che devono essere restituite maggiorate degli interessi. Si prospetta una situazione preoccupante».

Domenico Forcella

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