Atri, le minoranze chiedono la revoca di Cristina Forcella

ATRI. Ad Atri l’opposizione con una mozione chiede la revoca dall’incarico della presidente del consiglio comunale Cristina Forcella, che al termine dell’ultima assise aveva dato dell’”handicappato”...
ATRI. Ad Atri l’opposizione con una mozione chiede la revoca dall’incarico della presidente del consiglio comunale Cristina Forcella, che al termine dell’ultima assise aveva dato dell’”handicappato” al consigliere Paolo Basilico. Ciò ha determinato una serie di forti polemiche non ancora sopite.
Nell’atto presentato ieri e firmato dai consiglieri comunali Alfonso Prosperi (Pd), Ugo Giuliani (Prima Atri), Giammarco Marcone (Rinascimento Atriano), Paolo Basilico (Abruzzo Civico) e Ilaria De Lauretis (Movimento 5 Stelle) si chiede la convocazione di un consiglio straordinario per discutere dell’immediata decadenza dall’incarico di Forcella. Nella mozione si argomenta: «Il comportamento dell’attuale presidente del consiglio non è stato conforme ai compiti istituzionali che è chiamata ad assolvere in qualità di garante dell’assemblea consiliare, poiché ha pronunciato epiteti irripetibili nei confronti della minoranza; e si è resa protagonista di una condotta inaccettabile, prima togliendo la parola a un consigliere di minoranza e poi diffidando altro consigliere di minoranza dall’intervenire a difesa del collega con giustificazioni inappropriate».
Probabilmente la maggioranza non accoglierà la mozione, considerando che si è già espressa a difesa della Forcella in una nota che evidenziava come «la possibilità di replica è ammessa dalle norme regolamentari che disciplinano la discussione ai soli capigruppo consiliari e quindi non a Basilico, che ha sfogato tutto il suo nervosismo verso la presidente attaccandola con veemenza e sostenendo che dovesse vergognarsi per poi utilizzare nei suoi confronti una frase poco elegante. Ed è in questo contesto che va collocata la frase, sicuramente inopportuna e deprecabile, espressa dalla presidente quando la seduta era già conclusa con i microfoni ancora accesi».
( d.f.)
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